Aforisma del giorno

L’uomo pieno della conoscenza di nomi e forme non ha spazio per la conoscenza della Verità.

Bowl of Saki, 28 Ottobre, Hazrat Inayat Khan.

Gatheka n. 3, Il Sentiero dell'Iniziazione

Il vero senso della parola “iniziazione” è nel significato stesso di questa parola. Iniziazione significa “prendere un’iniziativa” in una direzione che in genere non è compresa dagli altri. Quindi, l’iniziazione ha bisogno di coraggio e di una tendenza a progredire spiritualmente, anche se non sembra essere la via di tutti nella vita.
Quindi il primo dovere di un mureed è di non lasciarsi scuotere nella fede da un’influenza opposta o da qualcosa che qualcuno dice contro il cammino che si è iniziato. Non si deve permettere a nessuno di scoraggiarci. Il mureed deve essere così saldo nel suo cammino che se il mondo intero dicesse: “È una via sbagliata”, il mureed risponderebbe: “È la via giusta”. E se qualcuno dicesse che ci vorranno mille anni o forse più, il mureed deve essere in grado di dire: “Se ci vorranno mille anni, avrò la pazienza di portare a termine il percorso”. 

In questo sentiero coraggio, fermezza e pazienza sono le cose più necessarie, ma oltre a queste, la fiducia nel maestro dalle cui mani è stata ricevuta l’iniziazione e la comprensione del concetto di disciplina. In Oriente dove da migliaia di anni il sentiero della disciplina è stato compreso, queste cose sono considerate le più importanti e ben accette dalle mani del maestro; a tal punto comprendono la disciplina e la fiducia nel maestro. Sono davvero poche le persone nel mondo che conoscono la fiducia! Quel che è necessario non è fidarsi di un altro, neanche del maestro, ma di se stessi. Chi non ha sperimentato nella sua vita come avere fiducia nell’altro non è in grado di avere pienamente fiducia in se stesso. Il potere più grande al mondo è la massima fiducia. La mancanza di fiducia è debolezza. Anche se avete perso dando fiducia, il vostro potere è più grande di quanto non sarebbe se aveste forse vinto senza sviluppare fiducia.

Poi sul sentiero è necessaria anche la pazienza. Forse vi sorprenderà se dico che dopo la mia iniziazione nell’Ordine Sufi, dopo essermi recato per sei mesi ininterrottamente alla presenza del mio Murshid, una sola volta dopo sei mesi disse una parola sul tema del Sufismo. E vi divertirà ancor più sapere che non appena io estrassi il mio quaderno per gli appunti, passò ad un altro argomento; era tutto finito. Una frase dopo sei mesi. Qualcuno potrebbe pensare che stare seduto sei mesi davanti al proprio maestro senza nessun insegnamento sia un lungo periodo di tempo. Ma, amici, non si tratta di parole, è qualcos’altro. Se le parole bastassero, ci sono librerie piene di testi sull’occultismo e il misticismo. È la vita stessa; è il vivere. Coloro che vivono la vita dell’iniziazione vivono, e rendono vivi gli altri che vengono in contatto con loro. Ricordate quindi che nell’Ordine Sufi siete iniziati non per studiare, ma per comprendere e fare quello che il vero discepolato intende.

Quanto al tema disciplina, chiunque sia privo del senso di disciplina è privo del potere dell’auto-disciplina. È il soldato che può diventare un buon capitano. Nei tempi antichi, i re avevano l’usanza di far fare il soldato ai principi perché imparassero cosa significa disciplina. Il sentiero dell’iniziazione è l’addestramento dell’ego, e nel cammino del discepolato si impara l’auto-disciplina.

Ora sorge un'altra domanda: “Cosa pensare del sentiero dell’iniziazione? Quale dev’essere la nostra meta, cosa dobbiamo aspettarci? Dobbiamo aspettarci di essere buoni, sani, magnetici, potenti, di sviluppare poteri psichici o chiaroveggenti? Non è necessario che siate nulla di tutto ciò, tuttavia coltiverete tutte queste cose naturalmente, ma non vi sforzerete di ottenerle.

Supponete che sviluppiate potere, e non sappiate come usarlo, il risultato sarà disastroso.

Supponete di sviluppare magnetismo e che con questo potere di attirare tutti, buoni e cattivi; allora sarà difficile sbarazzarvi di quello che avete attirato con il vostro potere. O che siate molto buoni, così buoni che chiunque per voi è cattivo, troppo buoni per vivere nel mondo, diventerete un peso per voi stessi. Queste cose non devono essere cercate con l’iniziazione. Lo scopo è trovare Dio dentro voi stessi, immergervi in profondità dentro voi stessi, così che possiate essere in grado di raggiungere l’unità dell’Intero Essere. È per questo fine che lavorate con il potere dell’iniziazione e affinché dall’interno possiate ottenere tutta l’ispirazione e le benedizioni nella vostra vita.

A questo scopo due cose sono necessarie: una cosa è fare gli esercizi che vi vengono assegnati regolarmente, col cuore e con l’anima. La seconda è che gli studi che vi vengono dati non dovrebbero essere considerati soltanto una semplice lettura, ma dovreste ponderare ogni parola. Più vi rifletterete, più avrà l’effetto di aprirvi il cuore. Leggere è una cosa, contemplare un’altra. Sulle parole si deve meditare. Non considerare semplice neppure la parola o la frase più semplice. Pensate agli Indù, ai Cinesi, ai Parsi che per migliaia di anni, per generazioni hanno riflettuto su letture che loro consideravano sacre, senza stancarsi mai.

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