Aforisma del giorno

Il comportamento complessivo dell’uomo nella vita dipende da quello che ha nel suo pensiero.

Bowl of Saki, 11 Giugno, Hazrat Inayat Khan.

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Il Gruppo si occupa anche di pubblicare traduzioni italiane autorizzate di testi di Hazrat Inayat Khan italiano. Nella speranza che questo Messaggio di Libertà Spirituale porti consapevolezza nuova e viva alle nostre esistenze umane.
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LIBRI IN ITALIANO

L' Uomo lo scopo della creazione

Southanpton - 24 Maggio 1921

In ogni scrittura sacra viene menzionato che l’uomo è l’ideale della creazione. Nel Corano si dice: “Abbiamo reso l’uomo il Califfo dell’intera creazione”, in altre parole, il signore della creazione. Più profondamente studiamo la vita più chiaramente vediamo che la vita, sotto tutti gli aspetti, in tutti i nomi e le forme sta costantemente lavorando per il piano dell’essere umano, aiutare l’essere umano nello scopo della sua vita che è diventare strumento di Dio. Si può vedere che cammelli, elefanti e cavalli si sottomettono alla volontà dell’essere umano. Si vede che animali come i cani e i gatti, che gli uccelli come i pappagalli e molti uccelli che cantano, come i canarini, col tempo sono contenti anche se sono imprigionati in una gabbia; nella loro prigionia possono godere dell’amicizia dell’essere umano.

Si diceva che i santi e i saggi nei tempi antichi conoscessero il linguaggio degli animali. Questo non era vero soltanto nei tempi antichi, è vero in tutti i tempi. Si può ascoltare quello che gli animali dicono, si può comprendere il loro linguaggio. Si tratta di aprire il cuore, sono le orecchie del cuore che possono ascoltare il loro linguaggio, che non può essere compreso in nessun altro modo. Quella che si sente è una parola che, provenendo dal cuore degli animali, è espressa più nel loro sguardo che dice non solo: “Ti amo” o “Ti adoro”, ma, “Vorrei essere come te”. Quando il cane e il gatto guardano una persona, non dicono solo “Ti amo”, è più di questo; è, in realtà, il desiderio perfetto. Il desiderio ha i suoi stadi, c’è uno stadio del desiderio in cui si desidera essere come l’altro. Questo desiderio arriva al suo stadio più alto quando si vuole diventare l’altro, e in questo sta il segreto del misticismo e il mistero della vita.

Quando uno scultore desidera creare un’oggetto ha bisogno di creta e con essa forma diversi modelli per produrre, far uscire l’oggetto perfetto che desidera. Così tutta la creazione di Dio, in tutti i suoi stadi dall’animale e dall’uccello all’essere umano, e in tutti i diversi aspetti di nomi e forme che vediamo davanti a noi, è una preparazione al compimento del desiderio di Dio che è l’uomo. Le parole di Dio nel Corano sono: “Abbiamo creato l’uomo affinché possa godere la creazione”. Se c’è una forma di vita che piace a Dio è l’essere umano.

Senza dubbio l’essere umano, per la sua ignoranza, ha esagerato questo ideale ed è andato un po’ fuori strada. Non riconosce la divinità nell’essere umano, vuole separare il divino dall’essere umano. Cristo non l’ha fatto. Non ha detto: “Mio padre nei cieli”; ha detto: “Nostro Padre nei cieli”. Ma quando l’essere umano nella sua ignoranza separa Cristo da Dio e Cristo dall’essere umano, l’essere umano da Cristo e l’essere umano da Dio, interpreta in modo sbagliato il concetto più bello di Dio dato da Cristo: la Paternità di Dio e la benedetta condizione di figlio dell’essere umano.

Attraverso tutti i diversi processi della vita l’evoluzione è progredita e l’essere umano, in quanto ideale della creazione, si è elevato più in alto di tutti, il che dimostra che l’essere umano rappresenta la divinità per l’intero universo. Ad esempio, il minerale si trova nell’essere umano, il regno vegetale si trova nell’essere umano, l’angelo si trova nell’essere umano, e non c’è essere dei cieli e della terra che l’essere umano non rifletta. Nessuno ha mai raffigurato un angelo diverso dall’essere umano; ogni volta che l’immaginazione di una persona produce un angelo vede l’angelo che si trova nell’essere umano – come nell’essere umano si trova anche il diavolo.

L’essere umano in sé include tutte le diverse categorie di esseri, e ad ogni passo si sviluppa e diventa più grande di loro. Se sviluppa la natura animale, è più animale degli animali, se sviluppa la diabolicità diventa superiore ai demoni, e nello sviluppare la natura angelica diventa superiore agli angeli, perché dopotutto gli Angeli si sono inchinati ai piedi dell’essere umano. Così ogni spirito, ogni elemento in tutto il mondo si può trovare nell’essere umano – e tuttavia l’essere umano è confuso riguardo allo scopo della sua vita.

Nel momento in cui l’essere umano realizza questo, l’anima incomincia ad aprire i suoi occhi alla verità, ma finché l’essere umano è addormentato, la sua anima non è ancora nata. Certamente la risposta alle domande dell’essere umano arriva col tempo. Forse mille risposte arriveranno una dopo l’altra. Ogni risposta spiegherà qualcosa, e tuttavia qualcosa rimarrà inspiegato. Ogni velo che solleviamo dà una risposta, e tuttavia non la risposta. Un’altra risposta sta ancora aspettando di arrivare col tempo.

Se osserviamo lo scopo della vita di diversi esseri in questo mondo sicuramente scopriremo uno scopo distinto nella vita dell’essere umano. Ad esempio, l’essere umano è molto incline al piacere, al cibo, al bere e al divertimento. Ora, se fosse nato per questo, come mai anche gli animali hanno questi gusti? Anch’essi amano il cibo e il divertimento, ma ottenere queste necessità della vita – queste necessità animali – causa grande disordine nel caso dell’essere umano, mentre agli animali ne causa molto poco. Se il cibo, il sonno e una dimora libera possono dare felicità, allora gli animali sono molto più felici degli esseri umani. L’essere umano dopo la fatica del giorno, pensa: “Come posso trovare i mezzi per appagare il mio desiderio di piacere?”. Non riesce mai ad essere tranquillo, contento come gli animali. Se mangiare, bere e divertirsi fosse lo scopo della sua vita, l’essere umano sarebbe il più infelice degli esseri viventi.

Poi sorge la domanda: “L’essere umano è nato per causare tutta la falsità, l’inganno, il tradimento e la durezza che infligge agli altri?”. La risposta è che, senza dubbio, rende la vita facile per se stesso con la falsità e facendo del male agli altri, ma nello stesso tempo è spesso molto infelice e non può evitare la conseguenza di tutto ciò che fa. Tutto il male e il danno che provoca agli altri gli ritornerà mille volte prima o poi.

Se si fosse voluto che l’essere umano fosse un angelo e conducesse una vita devota, buona e solitaria in un luogo deserto, in una foresta, o nelle grotte di montagna, non ci sarebbe stato alcun bisogno di crearlo. Sarebbero stati sufficienti gli angeli, perché proprio per la natura del suo essere un essere umano non può vivere una vita pura, devota e spirituale come gli angeli che non sono oppressi dal mondo materiale. Questo dimostra che l’essere umano non è nato né per diventare un angelo né per essere un animale, vivendo la vita di un animale. L’intero universo è per l’uomo.

 


Il significato mistico della resurrezione

Qual è l’esatto significato della resurrezione di cui si parla nella Bibbia? La resurrezione è il momento dopo la morte in cui l’anima diventa conscia di tutte le sue esperienze. Quando l’anima è connessa con tutto nell’universo, la resurrezione individuale è una resurrezione universale.

Dopo che Cristo fu risorto dalla morte disse: “Chi ha creduto sarà salvato”. I morti sono coloro che non hanno realizzato la loro immortalità; risorge chi realizza la sua immortalità; e la frase di Cristo significa che chi ha la conoscenza di Dio, dell’immortalità, non morirà mai, e che chi ha fede in Dio, che è la stessa cosa della conoscenza di Dio, non è mai morto.

Cosa sia la morte solo l’uomo può comprenderlo; uccelli e animali avvertono l’inattività che deriva dalla morte, l’assenza di vita, ma non comprendono cosa sia realmente la morte. Ho visto un uccello, quando spararono al compagno e cadde morto, mettersi accanto a lui, e toccarlo con il suo becco, e quando si rese conto che era immobile e senza vita, lasciò cadere la testa è lasciò la sua vita prima che il cacciatore potesse avvicinarsi. Ho visto anche un cane morire all’istante quando vide che il suo compagno, un cane con cui aveva passato tutta la sua vita era morto. Ma tuttavia, gli animali sentono solo l’inattività, l’assenza dell’amico. Non comprendono pienamente la vera natura della morte.

In Oriente i Sufi spesso costruiscono le loro case o casette di campagna vicino ai cimiteri e anche nelle foreste, così che vedendo la morte possano ricordare che è adesso il momento di vincere la morte, per realizzare la loro immortalità dopo la morte. E di volta in volta un uomo, nell’aspetto di un essere santo, risveglia l’umanità alla conoscenza della sua immortalità.

Se la resurrezione significasse soltanto che Cristo dopo la sua morte è risorto di nuovo, sarebbe una storia a cui si potrebbe credere o non credere. Se si credesse solo a questo, quanto durerebbe questa credenza? La sua lezione è molto più grande di questo; significa la resurrezione da questa vita mortale all’immortalità. Coloro che sono diventati quell’Essere immortale, dove non c’è distinzione tra marito e moglie, fratello e sorella, padre, madre e figlio, questi sono i figli della resurrezione.

La storia narra che quando Maria Maddalena e l’altra Maria andarono alla tomba dove Cristo era stato posto, scoprirono che la pietra che era davanti alla tomba era stata fatta rotolare via; e guardando all’interno videro le bende che giacevano lì attorno e il sudario in un posto a parte; ma il corpo di Cristo non era lì. La pietra è la stessa pietra di cui hanno parlato i miti Indù. Il Signore Krishna è chiamato Girwara: colui che regge la pietra, che la solleva. Sotto questa pietra ogni anima individuale nel mondo è oppressa; è la pietra del sé esteriore. Quando viene sollevata, allora l’uomo si eleva all’immortalità. E al di sopra di che cosa si solleva? Si solleva al di sopra del corpo e al di sopra della mente; le bende e il sudario che giacciono separatamente simboleggiano il corpo e la mente.

I grandi poeti, i grandi musicisti, i grandi scrittori, spesso si elevano oltre il corpo. Non sanno dove sono seduti o in piedi, sono persi nella loro immaginazione, inconsapevoli della loro esistenza fisica. Ma non si elevano oltre la mente. Quando la consapevolezza può elevarsi oltre la mente, oltre i pensieri, allora è libera, allora è attiva nel suo elemento, e allora la consapevolezza superiore può dare sé stessa alla mente.

L’elevarsi a questa consapevolezza in cui non c’è distinzione è il grado più alto di resurrezione; ma ci sono altri gradi, proprio come un ascensore non può arrivare al settimo piano senza passare il secondo, il terzo, il quarto e tutti gli altri piani.

C’è una resurrezione in cui l’esatta controparte del corpo fisico cammina, si siede, e può fare tutto quello che il corpo fisico può fare. Questa resurrezione dai Sufi è chiamata Alam-i-Mithal. Ci sono mistici che l’hanno padroneggiata in modo così perfetto da essere completamente indipendenti dal loro corpo fisico. Quando la si padroneggia non c’è morte.

Se un poeta scrive la sua poesia, sua moglie, il suo servitore, cento persone possono passare davanti ai suoi occhi ma lui non li vedrà; non saprà che qualcuno gli è stato vicino. Se un po’ di amore per la poesia può farlo, quanto di più attirerà all’interno l’amore per la vita interiore, l’assorbimento nella vita interiore!

Nel vangelo si narra che dopo la sua resurrezione Gesù Cristo fu visto molte volte coi suoi discepoli. È l’esperienza di ogni persona che ha praticato la concentrazione e che ha meditato, vedere quello che ha tenuto nella sua consapevolezza, non solo interiormente ma esteriormente davanti a sé. Questa è la prima esperienza che ogni mistico ha. I discepoli erano persi, assorbiti nel pensiero di Cristo; come non vederlo?

Cristo ha detto: “Toccatemi, e vedete; perché uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che io ho”. La parola spirito è usata in molti sensi diversi. È usata per un fantasma, o per l’anima, ma in realtà significa l’essenza, che è il polo opposto della sostanza; nella manifestazione lo spirito è opposto alla materia in ogni modo. Tutto ciò che l’occhio ha visto risorge nell’occhio. Se qualcuno ci menziona una certa persona, anche se abbiamo dimenticato quella persona, tuttavia affiora nel nostro occhio, e la vediamo in una certa casa, in un certo luogo dove l’abbiamo visto prima. Non è in questo occhio fisico, ma nell’occhio che è oltre. I materialisti potrebbero dire che è tutto nel cervello, ma come potrebbe il cervello contenere così tante migliaia di milioni di cose e di esseri? Indubbiamente senza addestramento una persona non vede lo spirito, ma si può dire che in un sogno si vede se stessi, si sperimenta se stessi in ambienti diversi in compagnia di persone diverse. E quando qualcuno dice: “Questo è un sogno”, risponderei: “Quando lo chiami sogno? Lo chiami sogno quando sei sveglio e quando vedi il contrasto con ciò che ti circonda”; allora dici: “è un sogno; se no saresti rimasto con me, ma tutto lì sarebbe diverso”. Ma se mentre stai sognando arriva qualcuno e ti dice: “è un sogno”, tu non gli crederesti.

La resurrezione è il risorgere alla vita reale, all’amico vero su cui solo, fra tutte le altre cose ed esseri, possiamo contare, che solo è sempre immutato, che è sempre stato con noi e sempre lo sarà.

Il controllo della mente

Detroit – 7 febbraio 1926

La tendenza ad essere preoccupati per nulla, la tendenza a diventare ansiosi per piccole cose - ad essere nervosi e irrequieti, ad essere spaventati, ad essere confusi - e la tendenza a muoversi qua e là senza ragione, la tendenza a parlare senza scopo, la tendenza ad essere triste senza un motivo, tutte queste cose avvengono a causa della mancanza di controllo della mente. E ora potreste chiedere: “C’è qualche altro effetto oltre a quello che viene prodotto sulla propria personalità?”. Sì, tutte le debolezze, gli errori, gli sbagli che si fanno contro la propria volontà, tutte queste cose derivano dalla mancanza di controllo sulla propria mente. E se c’è un segreto del successo, la chiave è il controllo della mente. Intuizione, ispirazione, rivelazione, arrivano tutte quando la mente è controllata. E tutte le preoccupazioni, le ansietà, le paure, e i dubbi vengono dalla mancanza di controllo.

Si potrebbe chiedere: “Che cos’è la mente?”. Oggi il concetto di mente è diviso in due parti diverse. C’è una parte dell’umanità che considera la mente come qualcosa di ancora inesplicabile, e un’altra parte dell’umanità che considera la mente come un’azione del cervello: tutto ciò che viene registrato nel cervello viene impresso sugli atomi del cervello, ed è la composizione e la scomposizione di queste piccole immagini nel cervello che determina un pensiero. È una concezione molto limitata di mente. Se la voce è una cosa così grande da arrivare, tramite la radio, a miglia di distanza, la mente è più fine della voce. Non può essere limitata e ridotta al cervello, anche se il cervello è lo strumento con cui i pensieri vengono resi chiari.

La mente, secondo il mistico, è la persona reale; il corpo è un abito che una persona indossa. Questa parola mente viene dal Sanscrito mana. E da mana viene il termine inglese man. In altre parole, man (uomo) significa ‘mente’. Anche questo è vero. Quando una persona dice che qualcuno è triste, che sembra depresso, che qualcuno sembra coraggioso, sembra entusiasta, equilibrato, tutti questi attributi appartengono alla mente di quella persona. Quello che una persona è, non è il corpo di quella persona, ma è la mente di quella persona. Un detto dice che quello che sei parla più forte di quello che dici. Significa che la voce della mente arriva più lontano della parola detta e ha un maggiore effetto di una parola detta, perché la mente crea un’atmosfera. Spesso ci si chiede perché ci si sente a disagio in presenza di qualcuno senza che quella persona abbia fatto alcun male, o che ci si senta eccitati in presenza di qualcuno, o che si vada fuori tono, o che ci si senta stanchi o confusi in presenza di qualcun altro. Perché accade? È l’effetto della mente di quella persona. La mente che va in fiamme crea fuoco nell’atmosfera. Chiunque si trovi dentro la sua atmosfera brucia anch’esso nello stesso fuoco. La mente che è tranquilla e serena emana il suo effetto, trasmettendo tranquillità e pace a chi entra nell’atmosfera di quella mente.

Una volta chiesi al mio maestro spirituale come possiamo riconoscere il devoto. E il mio maestro rispose: “Non è quello che il devoto dice e non è quello che il devoto sembra essere, ma è l’atmosfera che la presenza del devoto crea. Questa è la prova. Perché nessuno può creare un’atmosfera che non appartenga al proprio spirito”.

La prima cosa che possiamo imparare sulla mente è sapere che la mente è indipendente dal corpo per quanto riguarda la sua esistenza. Ma la mente è arricchita dall’esperienza che si ottiene tramite i propri sensi. Indubbiamente, la mente è all’interno del corpo ma è anche all’esterno del corpo, proprio come la luce che è all’interno della lanterna e anche all’esterno della lanterna. Il corpo è la lanterna in cui c’è la luce, ma la luce non è coperta dalla lanterna. La luce è indipendente dalla lanterna. Splende, e così fa la mente. Né il cervello è la mente, né il pezzo di carne nel petto sinistro è il cuore. È solo che il sentimento è sentito più intensamente nel petto, e il pensiero è reso più chiaro nel cervello. In altre parole, gli occhiali non sono necessariamente gli occhi; gli occhiali consentono soltanto di vedere le cose più chiaramente. La vista è indipendente dagli occhiali, ma gli occhiali dipendono dalla vista. Così il corpo dipende dalla mente, ma la mente è indipendente dal corpo. Il corpo non può esistere senza mente, ma la mente può esistere senza il corpo. La mente è l’essere invisibile del corpo. Ha la sua sede nell’essere fisico ed è questa sede che viene chiamata cervello, come la sede del sentimento è il cuore. Né, quindi, la mente è visibile né lo è il cuore. La mente è la superficie del cuore, e il cuore è la profondità della mente. Sono due aspetti della medesima cosa. Spesso confondiamo queste due parole, il cuore e la mente, non sapendo che sono la stessa cosa; sono distinti soltanto in questo modo: che pensare appartiene alla mente, e sentire appartiene al cuore.

La mente può essere spiegata in cinque aspetti diversi. Il primo aspetto è la possibilità di pensare. E il pensare può essere diviso in due parti: il pensare automatico e il pensare intenzionale. Il pensare automatico è immaginazione, e quando pensiamo con intenzione questo è chiamato pensiero. Sia il pensiero che l’immaginazione hanno il loro ruolo nella vita. Una persona che non consente all’immaginazione di lavorare sbaglia quanto una persona che non consente al pensiero di agire. Molti ridono di una persona dotata di immaginazione. Dicono che la persona ricca di immaginazione è in cielo, nelle nuvole, che fluttua nell’aria, che vola nello spazio, nei sogni. Ma tutte le opere d'arte, musicali e poetiche, vengono tutte dall'immaginazione, perché l'immaginazione è un flusso libero della mente. Alla mente è permesso di funzionare da sola e di portare alla luce la bellezza e l'armonia che possiede. E quando è limitata da un certo principio o da una regola, allora non funziona in modo libero. Senza dubbio, tra gli artisti e i musicisti ne troverete molti che sono sognatori e privi di senso pratico, ma questo non significa che siano meno dotati. Forse la loro mancanza di praticità, in qualche modo, è un grande aiuto a realizzare qualcosa che la gente dotata di senso pratico non è in grado di realizzare. Non è necessario seguire il loro esempio, ma lo si può apprezzare lo stesso. Inoltre, non c’è nessuno che ha creduto in Dio, nessuno che ha amato Dio, e nessuno che è arrivato alla presenza di Dio che non sia stato aiutato dall’immaginazione. Coloro che si presentano con argomentazioni davanti al credente e dicono: “Ma dov’è Dio? Puoi mostrarmelo? Come puoi concepire Dio? Come spieghi Dio?”, sono senza immaginazione. E nessuno può dare a queste persone la propria immaginazione. E qualcuno può credere nella fede di un altro? Se si crede in qualcosa si deve farlo da soli. E di cosa è fatta la fede? Di immaginazione. Un filosofo dice: se non hai un Dio creane uno. E nessuno che non sia stato in grado di creare Dio è mai arrivato a Dio. Chi si preoccupa di un Dio astratto, non ha un Dio. Usa soltanto la parola Dio. Ha la verità, ma non ha Dio. Ma la verità senza Dio non è soddisfacente. Si dovrebbe raggiungere la verità attraverso Dio. È questo che dà soddisfazione. Se tutta la forza che si trae dal cibo venisse data in una pillola, forse terrebbe in vita una persona, ma non le darebbe la gioia di mangiare. Se si prendesse la pillola della verità, forse una parte del proprio essere sarebbe soddisfatta, ma questa non sarebbe soddisfazione. L’idea di Dio nutre una persona. Quest’idea si deve innanzitutto creare in se stessi, si deve creare con la propria immaginazione. Se non si è disposti a immaginare, se si aspetta soltanto che Dio arrivi davanti a noi, si dovrà aspettare a lungo. E se si vuole trovare la verità della vita senza l’idea di Dio, è una pillola che tiene in vita; ma non è cibo.

Il secondo aspetto della mente è la memoria. La memoria è paragonabile a una lastra fotografica: riceve impressioni e le impressioni rimangono lì. E quando una persona desidera ricordare qualcosa, questa facoltà l’aiuta. È a portata di mano. Non appena si vuole rievocare un’esperienza, si mette, per così dire, la mano su quella lastra particolare che ha ricevuto l’impressione di una certa esperienza. Non c’è esperienza ricevuta dalla vista, dall’odorato, dall’udito, dal tatto o dal gusto che vada persa. Ma ogni piccola esperienza una volta ottenuta, sia pure per un attimo, si imprime sulla memoria, e la lastra fotografica di quell’immagine è lì. Ma alcuni dicono: “Non ho una buona memoria. Non riesco a ricordare le cose, sono distratto”. La ragione è che hanno perso il controllo su questa facoltà. Ma l’impressione è lì. Sovente una persona dice: “Lo so, ma non riesco a ricordarlo”. In altre parole, si sa nella mente, ma nel cervello non è ancora chiaro. Ad esempio, se una persona non riesce a ricordare il nome di una persona o il viso di una persona, allora quella persona dice: “Penso di saperlo e tuttavia non riesco a renderlo chiaro”. Questo significa che la mia mente lo sa. È lì, ma non riesco a renderlo chiaro nel mio cervello.

Il terzo aspetto dell’attività della mente è la qualità di conservare, la capacità di conservare un pensiero. Coloro che si concentrano esercitano la capacità di conservare un pensiero, un’impressione. Ma chi non esercita la concentrazione automaticamente conserva cose di grande interesse, cose che hanno impressionato di più la sua mente. È per questa ragione che alcuni portano con sé una paura che forse è lì sin dall’infanzia. L’hanno portata con sé per tutta la vita. Alcuni hanno un’impressione triste di delusione. La portano con sé per tutta la vita, la conservano nella loro mente. La mente la tiene viva vivificandola, conservando quell’impressione, che sia un’impressione di vendetta, di gratitudine, di successo, di fallimento, di amore, di ammirazione. È tenuta lì, e le cellule della mente le danno nutrimento e mezzi per tenerla in vita. A volte questo è vantaggioso, e a volte la danneggia. Oggi lo psicologo la chiama idea fissa, ed è sempre pronto a chiamarla pazzia, e a metterla sulla lista dei pazzi. Ma non è pazzia, chiunque ce l’ha. È uno degli attributi della mente. È la facoltà, la proprietà di conservare quello che ci piace conservare o capita di conservare. Certo a volte è un dato di fatto che potrebbe sembrare pazzia, ma la pazzia viene soltanto da un abuso di questa facoltà. Ma non solo questa. Qualsiasi facoltà può essere usata smodatamente e a causa di ciò una persona può diventare squilibrata.

La quarta facoltà della mente è il ragionamento. Questo è un settore della mente che è sempre in equilibrio, che illumina sempre, illumina in modo tale che la mente chieda: “Perché quella persona l’ha fatto?”. La mente dice: “Quella persona è sciocca, è per questo che ha sbagliato”. Questo è quello che la mente dice che è la ragione. Quello che la mente sa lo dice immediatamente. Ma quello che la mente dice potrebbe non essere sempre giusto; potrebbe anche essere una ragione sbagliata. Ma nello stesso tempo, c’è sempre una risposta. Ed è davvero stupefacente osservare gli espedienti della facoltà del ragionamento, per cui quando un’altra persona ha fatto qualcosa di sbagliato, la ragione dice: “Perché quella persona è cattiva, quella persona ha fatto dieci cose cattive, e ora ha fatto un’altra cosa cattiva”. E quando il proprio sé ha fatto una cosa cattiva, la ragione dice: “Perché non potevo fare altrimenti. Non potevo evitarlo”.

La ragione parteggia per l’ego. La ragione è schiava e serva della mente. È a sua completa disposizione. La mente deve soltanto rivolgersi alla ragione, e la ragione è lì come un servo obbediente. Può non essere affatto giusto, ma è sempre lì. Non c’è dubbio, c’è sempre una ragione dietro una ragione, e se penetrassimo le migliaia di veli della ragione potremmo raggiungere la ragione di tutte le ragioni, e potremmo arrivare a una comprensione che le ragioni esteriori non possono dare. E grazie ad essa comprendiamo tutti gli esseri, quelli che sono nel giusto e quelli che sono dalla parte del torto. Si racconta che gli apostoli, a un certo punto, furono ispirati a parlare in molte lingue. Non era l’Inglese, l’Indostano o il Cinese, era la lingua di ogni anima. Quando una persona ha raggiunto la condizione mentale in cui arriva all’essenza della ragione, allora comunica con ogni anima. Non è una gran cosa sapere trenta lingue. Se una persona conosce cento lingue e non conosce il cuore dell’uomo, questa persona non sa nulla. Ma c’è una lingua del cuore. Il cuore parla al cuore. Questa comunicazione rende la vita interessante. Due persone potrebbero non parlare, ma il loro stare seduti insieme è uno scambio di ideali elevati e di armonia.

Vi interesserà sapere che quando fui iniziato la prima volta dalle mani del mio maestro spirituale in India, ero desideroso come chiunque potrebbe essere di assimilare, di afferrare quanto più potevo. Giorno dopo giorno stavo in presenza del mio maestro, ma neppure una volta parlò di argomenti spirituali. A volte parlava di erbe e piante, a volte di latte e burro. Andai lì continuamente per sei mesi, ogni giorno, per vedere se potevo ascoltare qualcosa su argomenti spirituali. Dopo sei mesi, il maestro un giorno mi parlò delle due parti della personalità, l’esteriore e l’interiore. E io ero oltremodo entusiasta. Nell’istante in cui incominciò a parlare tirai fuori un quaderno e una penna. Non appena l’ebbi fatto, il mio maestro cambiò argomento e parlò di altre cose. Capii cosa voleva dire. In primo luogo voleva dire che l’insegnamento del cuore dovrebbe essere assimilato nel cuore. Il cuore è il quaderno per questo insegnamento. Quando viene scritto su un quaderno esterno, rimarrà in tasca. Quando è scritto nel cuore, rimarrà nell’anima. Inoltre, si deve imparare la lezione della pazienza, ad aspettare, perché tutta la conoscenza arriva a suo tempo. Mi sono chiesto inoltre, dopo sei mesi che facevo un lungo viaggio per andare in quel posto, se valesse la pena andare lì ogni giorno per sentir parlare soltanto di alberi e burro. E il mio sé più profondo rispose: “Sì, più che meritevole, perché non c’è niente in tutto il mondo che sia più prezioso della presenza di una persona santa. Se l’insegnamento non viene trasmesso in teorie, viene trasmesso nell’atmosfera”. Questo è un insegnamento vivo, che è vera elevazione.

E ora veniamo al quinto aspetto della mente, il cuore, che è il sentimento. Ma il pensiero, il ragionamento, conservare un pensiero, e la memoria, tutte queste facoltà sono nutrite da quest’unica facoltà del sentimento. Oggi la gente divide intellettualità e sentimentalismo, ma in realtà l’intellettualità non può essere perfetta senza sentimentalismo. Né il potere del pensiero può essere nutrito, né la facoltà del ragionamento essere sostenuta, senza un continuo efflusso di sentimento. In quest’epoca di materialismo sembriamo aver perso il valore del sentimento. Conosciamo il nome cuore, ma non abbiamo mai visto una cosa del genere. Non sappiamo nulla della sua esistenza. Non lo usiamo. Non vediamo la sua importanza. Ma, in realtà, è la banca più importante, è la radice della pianta della vita. La qualità del cuore è qualcosa che sostiene l’intera vita. Tutte le virtù come la sincerità, il rispetto, la premura, la considerazione, l’apprezzamento - tutte queste qualità arrivano tramite la qualità del cuore. Se non si ha cuore, non si è in grado di apprezzare, né di essere grati, né si è in grado di esprimere la propria anima, né di ricevere benevolenza, bontà e aiuto da un altro. Una persona senza la qualità del cuore rimane egoista, anche stupidamente egoista. Se una persona fosse saggiamente egoista, questo sarebbe meritevole. La gente molto spesso dice: “Non abbiamo tempo di mostrare le nostre qualità di cuore, non abbiamo tempo di permettere al cuore di svilupparsi. Siamo così indaffarati”. Ma possiamo essere indaffarati ogni giorno, ogni istante della vita, ogni minuto da mattina a sera, ma tutto ciò che facciamo possiamo farlo con tutto il nostro cuore, esprimerlo dal profondo del nostro cuore. Quando la qualità del cuore è esclusa, allora tutto ciò che si fa è senza vita.

La mente è paragonabile a una pozza d’acqua. Quando l’acqua nella pozza è agitata, non può ricevere un riflesso. Così è la mente. Quando la mente è agitata, è confusa, non può ricevere un riflesso. È l’immobilità della mente che ci rende capaci di ricevere le impressioni e di rifletterle. Nella lingua persiana la mente è chiamata specchio. Tutto ciò che sta davanti allo specchio appare riflesso in esso. Ma quando viene tolto, lo specchio è puro. Non rimane. Rimane nello specchio solo finché lo specchio è focalizzato su di esso. Lo stesso avviene con la mente. Con la concentrazione, la contemplazione e la meditazione si sviluppa la qualità nella mente che la rende a volte quieta e altre volte attiva, che fa sì che rifletta immediatamente quello che vede, e che fa sì che eviti ogni riflesso, in modo che nessuna influenza esterna possa toccarla.

La mente viene istruita dal maestro istruttore immergendosi in profondità, levandosi in alto, espandendosi ampiamente, e concentrando la mente su un unico concetto. E una volta padroneggiata la mente, una persona diventa padrona della vita. Ogni anima dall’istante in cui nasce, è come una macchina, soggetta a tutte le influenze, le influenze della meteorologia, di tutto ciò che lavora attraverso i cinque sensi. Ad esempio, nessuno può passare da una strada senza vedere manifesti e cartelloni pubblicitari. Gli occhi di una persona sono dominati da quello che le sta davanti. Una persona non ha intenzione di guardare, ma tutto ciò che è all’esterno domina gli occhi. Perciò si è costantemente sotto l’influenza di tutte le cose del mondo esterno, che ci governano senza che si sappia. Una persona dice: “Io sono una persona libera, faccio ciò che voglio”. Ma non lo fa mai. Si fa sempre quello che non si vuole, molte volte. Le orecchie sono sempre soggette a sentire tutto quello che le raggiunge, che sia armonioso o disarmonico. E, a quello che si vede, non si può opporre resistenza. E così un essere umano è sempre sotto l’influenza della vita, poi sotto le influenze planetarie, poi sotto le influenze vive di chi lo circonda. E ciononostante una persona dice: “Ho libero arbitrio, e sono una persona libera”. Se si sapesse in che scarsa misura si è liberi, si sarebbe spaventati per la propria vita.

Ma poi c’è una consolazione, ed è che nell’essere umano c’è una scintilla nascosta da qualche parte nel cuore che sola può essere chiamata la fonte del libero arbitrio. Se questa scintilla è più grande una persona ha una vitalità più grande, un’energia più grande, un potere più grande. Tutto ciò che pensa si avvera, tutto ciò che una persona dice produce un’impressione, tutto ciò che una persona fa crea un effetto. Cosa fa un mistico? Il mistico soffia su questa scintilla per farla diventare una fiamma, finché non divampa.

Questo dà al mistico l’ispirazione, il potere che consentono al mistico di vivere in questo mondo una vita di libero arbitrio. È questa scintilla che si può chiamare eredità divina dell’umanità, in cui il mistico vede il potere divino di Dio, l’anima umana.

La qualità spirituale, quindi, è lo sviluppo di questa scintilla. Diventare spirituali significa che soffiando su questa scintilla si produce luce da essa e che in questa luce si vede la vita intera. E si è più capaci di pensare, sentire e agire, facendo diventare la luce interiore una fiamma.

 

 

Insegnamento dato dal Murshid ai suoi mureed

28 Luglio 1925

Miei benedetti Mureed

Vorrei parlare questa sera del tema riguardante l'insegnamento che viene trasmesso dal Murshid ai suoi mureed. Questa formazione può essere divisa in quattro corsi. E i quattro corsi possono essere suddivisi in due divisioni: una formazione più fine e una più generale.

La formazione più generale è costituita dagli enunciati filosofici sotto forma di letteratura che un Murshid offre, e gli insegnamenti nel regno delle parole dette, parole che il Murshid offre. L'altro aspetto della formazione più generale sono le pratiche che il Murshid prescrive ai suoi mureed, il modo di fare queste pratiche, e il beneficio che ne può derivare. Anche questo è incluso nella sezione della formazione più evidente.

E cos'è la formazione più fine? Difficilmente un mureed conosce la formazione più fine. Perché la formazione più fine diventa sottile; usa finezza nel formare ogni mureed. E la grande abilità del Murshid in questo è che forse il mureed non se ne rende conto per molti, molti anni.

Questo training viene dato per testare e mettere alla prova il mureed al massimo. Un maestro può guardare un mureed con i suoi occhi, e guardare un altro mureed con gli occhi della sua mente. Il Murshid potrebbe ascoltare quello che un mureed dice, e sentire l'appello del cuore di un altro mureed. Il Murshid potrebbe parlare a una persona e insegnare a un'altra che lì non vedete. Il Murshid potrebbe dire una frase semplice, e celato dietro ad essa potrebbe esserci qualcosa di più sottile. E se con questa modalità sottile il Murshid non eleva il discepolo, allora il mureed non è al posto giusto.

Il Murshid potrebbe dire una cosa a un mureed solo per vedere il suo effetto in quel particolare momento che dopo quel momento non ha nulla da fare. Il Murshid potrebbe agire in un certo modo che abbia un effetto in quel momento, e non ha nulla da fare successivamente. A qualcuno potrebbe offrire un dolce sciroppo a un altro acqua salata; a qualcuno noci dure da spaccare sotto i denti, e a un altro morbide caramelle. E per ogni azione ha le sue ragioni, perché sa ciò che è meglio per il suo mureed. Potrebbe mettere alla prova la pazienza di qualcuno e rispettare l'impazienza di un altro.

Potrebbe rispondere a qualcuno a parole, e la sua risposta per un altro potrebbe essere nel silenzio. Potrebbe dirvi: "Fai questo" e dire a un altro: "Vuoi scegliere quello che ti piacerebbe fare?”. Potrebbe sembrare severo verso un mureed, e verso un altro nemmeno un po'. L'altro non immaginerebbe mai neppure per un attimo che il Murshid possa essere severo. A uno dirà chiaramente:" Hai sbagliato", e all'altro dirà: " Non lo approvo", e a un terzo dirà:" Hai fatto così? È fatto", e a un quarto che ha fatto la stessa cosa, il Murshid non dirà nulla.

I mureed che non ne sono consapevoli proveranno ribellione, proveranno sofferenza, si sentiranno impazienti, si sentiranno turbati nel loro cuore. E i mureed che vedono un mureed trattato in un certo modo e un altro in un altro modo, saranno stupiti e si chiederanno: "Perché dev'essere così? Non sono uguali, non sono tutti uguali per il loro Murshid?" Ma loro non sanno. Sì, sono vicini al cuore del Murshid nello stesso modo o in un altro. Ma il modo che il Murshid assume con ognuno è come una ricetta per una persona particolare. È in questo modo che si sviluppa la pazienza in un mureed, che la tolleranza è insegnata al mureed, che viene data la resistenza a un mureed da praticare. È reso premuroso, è reso rispettoso, è reso delicato. Anche se frantumando la sua rude sensibilità, col tempo lo ha reso gentile, senza che lui lo sappia. Tutte le qualità che rendono nobile l'anima sono tirate fuori con questo metodo di lavoro più sottile con i mureed. E tuttavia pochissimi mureed ne sono consapevoli. Molto raramente si rendono conto che è così.

Quello che viene chiesto ai mureed non è di diventare devoti o virtuosi o molto istruiti o molto potenti. La cosa più facile e la cosa più difficile è esser capaci di comprendere quello che il Murshid si aspetta da tutti loro. Non è quello che il Murshid si aspetta da tutti loro; no, è quello che il Murshid si aspetta da quel particolare mureed. Ed è da quel giorno che può essere chiamato mureed. È da quel giorno che incomincia un avanzamento nel sentiero spirituale.

Quello che ci impedisce di renderci conto di questo, di quello che il Murshid si aspetta, è la mancanza di una profonda osservazione dell'atteggiamento, della visione, e dell'insegnamento che il Murshid dà. Murshid e mureed a parte, per quanto una persona vi sia vicina e cara se quella persona non sente quello che vi aspettate da lei, non è arrivata ad essere chiamata vostra amica.

Perché c'è la prova della comprensione, c'è la prova dell'amore, c'è la prova dell'armonia, c'è la prova del legame, quando si incomincia a sentire quello che ci si attende da noi. Non appena il cuore di un mureed incomincia a comprendere questo, automaticamente si trasforma in una coppa, e in una coppa magica che diventa sempre più grande. E la luce e la vita come un sacramento sono contenuti in esso e qui rimane sempre un luogo da riempire. C'è un altro aspetto dell'insegnamento più fine. Ma questo aspetto è una responsabilità sacra verso i suoi mureed. E questo modo è pregare per loro, benedirli, e desiderare il loro progresso in tutti gli aspetti della vita. E molto spesso ciò che nessuna pratica, nessuno studio, nessuno sforzo di nessun genere può dare, la benedizione del maestro, che viene dal profondo del suo cuore.

Dio vi benedica.

La nascita della nuova era

È abbastanza chiaro che la nuova era non sarà peggiore, perché quando il peggio è accaduto non può esserci qualcos’altro oltre a questo. La condizione peggiore conclude un ciclo, e il nuovo ciclo necessariamente deve iniziare meglio. Se ci guardiamo indietro con una visione profonda e con un vero senso di giustizia, è chiaro che come individui, come comunità, come nazioni, e come razze il mondo è andato di male in peggio in quanto a egoismo. 

Non c’è una religione in questo mondo i cui seguaci non siano in rivolta contro i loro leader sul sentiero. La religione ha gradualmente perso la sua verità, ed è sopravvissuta soltanto nel nome. Perciò non possiamo più essere inconsapevoli dei nostri peccati nel passato. 

Se osserviamo le distinzioni razziali, vediamo che l’odio di una razza per un’altra è sempre aumentato con la civilizzazione. Il pregiudizio di colore, la distinzione di classe, le differenze tra Oriente e Occidente, e il dominio di un sesso sull’altro non sono ancora scomparsi; sono piuttosto in aumento. 

In qualunque direzione guardiamo – alla prosperità del commercio, al grande progresso nell’istruzione, nell’arte e nella scienza – ovunque possiamo vedere la corruzione del mondo estinguere l’ideale di amicizia e di relazione personale. 

Nello sviluppo dell’educazione, la conoscenza dello scopo dell'anima, la sola cosa che ha valore nella vita, è trascurata. L'educazione fornisce i requisiti necessari a un uomo per diventare egoista al meglio delle sue capacità, e per avere la meglio su un altro. L'arte ha perso la sua libertà di grazia e bellezza, da quando la ricompensa dipende dell'approvazione di persone insensibili e cieche. La scienza è degenerata proprio perché lo scienziato ha limitato la propria visione al mondo oggettivo e ha negato l'esistenza della vita che è oltre la percezione. In assenza di un'ideale più elevato lo sforzo costante per invenzioni materiali ha portato l'uomo ai congegni che hanno messo il mondo a ferro e fuoco. Coloro che subiscono il fascino della distruzione sono inconsapevoli di tutto questo; non possono saperlo finché le nuvole dell'oscurità non siano state disperse, i loro cuori non siano chiari e le loro menti non si siano riprese da questa intossicazione che impedisce loro di pensare e di comprendere. 

Nell'era futura le razze si mescoleranno sempre di più ogni giorno, sviluppandosi alla fine in una razza mondiale. Le nazioni svilupperanno uno spirito democratico e abbatteranno ogni elemento che le rende ostili l’una contro l’altra. Ci saranno alleanze di nazioni finché non ci sarà un'alleanza mondiale di nazioni, in modo che nessuna nazione possa essere oppressa da un'altra, ma tutte lavoreranno in armonia e libertà per la pace comune. La scienza sonderà i segreti della vita invisibile, e l'arte seguirà più da vicino la natura. Le persone di tutte le classi saranno visibili ovunque. Il sistema delle caste scomparirà e le comunità perderanno la loro esclusività, mescolandosi tutte insieme, e i loro seguaci saranno tolleranti gli uni verso gli altri. I seguaci di una religione saranno capaci di pregare le preghiere di un'altra, finché la verità essenziale diventerà la religione del mondo intero e la diversità delle religioni non ci sarà più. L'educazione culminerà nello studio della vita umana, e l'apprendimento si svilupperà su quella base. Il commercio diventerà più universale e sarà gestito sulla base di un profitto comune. Il lavoro si troverà fianco a fianco con il capitale su un piano di parità. 

I titoli avranno poca importanza. I segni d'onore diventeranno evidenti. Il settarismo nelle fedi e nelle credenze diventerà obsoleto. Rituali e cerimonie saranno una rappresentazione teatrale. Le donne diventeranno più libere ogni giorno in tutti gli aspetti della vita, e le donne sposate saranno chiamate con i loro nomi. I figli e le figlie saranno chiamati con il nome della loro città, villaggio o nazione, invece che con il cognome. Nessun lavoro sarà considerato servile. Nessuna posizione nella vita sarà umiliante. Ognuno penserà agli affari suoi, e tutti converseranno l'uno con l'altro senza richiedere presentazioni. 

Marito e moglie saranno come dei compagni, indipendenti e staccati. I figli seguiranno le proprie inclinazioni. Servitore e padrone esisteranno così solamente durante le ore del lavoro, e il senso di superiorità e di inferiorità fra la gente scomparirà. La medicina eliminerà il bisogno della chirurgia e la guarigione prenderà il posto della medicina. Nuovi modi di vivere si manifesteranno, la vita di albergo predominerà sulla vita di casa. I rancori verso parenti, le lamentele sui servitori, il trovare mancanze nei vicini, tutto questo cesserà di accadere, ed il mondo continuerà a migliorare in ogni aspetto della vita fino al giorno di Gayamat, in cui tutto il vano chiacchierare cesserà, e in cui sarà udito ovunque il grido: "Pace, pace, pace!" .

Gatha Rispetto

3.2

IL COMPORTAMENTO AMICHEVOLE:

RISPETTO - ADAB (1)

Non c’è nessuno al mondo che non meriti rispetto, e chi porta rispetto a un altro, così facendo, rispetta se stesso, perché il rispetto crea rispetto, la mancanza di rispetto riecheggia in mancanza di rispetto. L’educazione più grande che si possa dare a un bambino è quella al rispetto, non soltanto per i suoi amici, i genitori, i parenti, ma anche per i domestici nella casa. Una volta il Profeta udendo suo nipote chiamare un servitore per nome, gli disse: “Chiamalo zio, perché è avanti negli anni”. Se si vuole rispettare qualcuno, si troverà sicuramente qualcosa da rispettare in lui, e se non ci fosse proprio niente da trovare, allora il solo fatto che sia un essere umano gli dà pienamente diritto al rispetto.

Una forma di rispetto è considerare un’altra persona migliore di se stessi; anche se non si ritiene che lo sia, giudicare una persona migliore di sé per umiltà, o anche per cortesia. Nessuno che non abbia rispetto per un altro è rispettato.

C’è un’altra forma di rispetto che consiste nel riconoscere la superiorità di un’altra persona in età, esperienza, erudizione, bontà, nascita, rango, posizione, personalità, moralità o spiritualità. E se ci si è sbagliati nel riconoscere la superiorità di un’altra persona, non è una perdita, perché il rispetto dato all’uomo in realtà è rispetto dato a Dio. Chi merita rispetto ne ha diritto, ma se qualcuno non lo merita e tuttavia lo rispettate, questo dimostra la vostra benevolenza. Per una persona fine è una questione di grande rammarico aver perso l’opportunità di portare rispetto quando c’è stata un’occasione di farlo; a una persona grossolana non importa.

Ci sono molti che, per astuzia, mascherano il loro atteggiamento irrispettoso in una maniera di esprimersi ironica e fanno sarcastiche ma garbate osservazioni allo scopo di insultare qualcuno. In tal modo apparentemente non hanno mostrato alcuna mancanza di rispetto e tuttavia hanno appagato il loro desiderio di essere irrispettosi. In alcune persone c’è uno spirito di offesa che si nutre nel ferire un altro con un atteggiamento irrispettoso che si mostra nel pensiero, nella parola o nell’azione. Se solo l’uomo sapesse che nella vita ciò che dà riceve. Solo che a volte la ricompensa non arriva immediatamente; prende tempo.

È veramente rispettoso chi dà rispetto, ma chi si aspetta rispetto da un altro è avido; sarà sempre deluso. Anche dare rispetto per ottenere rispetto in cambio è una specie di affare. Chi raggiunge una realizzazione spirituale darà rispetto soltanto generosamente senza pensare per un attimo di riceverlo in cambio. Quando si porta rispetto a qualcuno sinceramente, non per mostrarlo ma dal sentire del proprio cuore, unitamente a questo insorge una felicità, che è il prodotto soltanto dell’atteggiamento rispettoso e che nient’altro può dare. Ci sono molte persone con cui siamo in debito per il loro aiuto, la loro gentilezza, la loro protezione, il loro sostegno, il loro servizio o la loro assistenza, e non c’è nulla di materiale al mondo, né oro né argento, che possa esprimere in modo così pieno la gratitudine come un vero rispetto. Ricordate, quindi, che qualcosa che non potete ripagare con oro o argento potete contraccambiarlo soltanto in un unico modo, cioè offrendo rispetto con umiltà.