Aforisma del giorno

Quando si loda la bellezza di Dio, la nostra anima si colma di beatitudine.

Bowl of Saki, 1 Aprile, Hazrat Inayat Khan.

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Il Gruppo di Studio si propone di approfondire la conoscenza del Messaggio Sufi d'Amore , Armonia e Bellezza di Hazrat Inayat Khan in stretta, fraterna, costante collaborazione con the The Sufi Message -USA e l'amorevole guida di MURSHIDA NURIA STEPHANIE SABATO

Il Gruppo si occupa anche di pubblicare traduzioni italiane autorizzate di testi di Hazrat Inayat Khan italiano. Nella speranza che questo Messaggio di Libertà Spirituale porti consapevolezza nuova e viva alle nostre esistenze umane.
Chi fosse interessato ad approfondire e conoscere le attività del Movimento Sufi in italia contatti Ameena M.Grazia Fumagalli (Responsabile Nazionale Italia)

LA COPPA DI SAKILA VITA INTERIORE L'UNITA' DEGLI IDEALI RELIGIOSIMISTICISMO SUFILO ZIKAR CANTATO GENTILEMEMORANDAPREGHIERE SUFI

Educazione dei figli



Murshida Ratan Witteeveen

Può sembrare limitato e anche un po’ semplice parlare di educare i bambini senza prima considerare come diventare genitori. 

Essere genitori è forse il compito per il quale si è meno preparati nella vita. Mentre esiste un'educazione quasi per ogni funzione al mondo, non c'è nulla che ci educhi a diventare genitori. Generalmente si impara dopo aver fatto degli sbagli e sappiamo tutti che gli sbagli nell'educazione sono i più gravi che si possano mai fare ai nostri simili. Ci sono certamente tanti genitori che leggono dei libri meravigliosi sull'educazione ma la maggioranza non lo fa. Perché? Forse perché si ha bisogno di qualcosa di semplice, di intenso e di profondo. I libri non trattano quasi mai il fatto di essere genitori da un punto di vista mistico, il che potrebbe illuminare i cuori di tutti i genitori. I genitori hanno bisogno di ogni attenzione, cura ed incoraggiamento per questo grande compito e quindi: il cuore deve parlare con il cuore… 

Vorrei cominciare con una metafora: i cuori uniti dei due futuri genitori sono come un terreno in cui il seme del loro bambino viene seminato da Dio. È un seme molto eccezionale, sia spirituale che materiale. L'essenza spirituale è l'anima del bambino, poiché ogni anima viene da Dio come un raggio di sole. Il raggio consiste della luce del sole e così l'anima consiste della vita di Dio. 

Dio è la consapevolezza che tutto pervade e l'anima è l'essere assoluto, completamente pieno dell'intera esistenza; è un inviato di Dio, il cui compito è quello di sperimentare la vita sulla terra con il corpo e la mente. Per mezzo di un'azione di Dio questo grande essere che è l'anima è nascosto nel seme e al contempo vivendo intorno ad esso e continuando a farlo viene incorporato in un bambino che poi diventerà un maturo essere umano. I genitori dovrebbero essere sempre consapevoli di questa realtà: un bambino è un inviato di Dio sulla terra che deve essere rispettato come tale.
Ritornando al piccolo seme: ogni altra cosa che contiene consiste di un ricordo di impressioni e influenze che l'anima ha raccolta sulla sua strada venendo dalla sua originale dimora spirituale ed andando verso il suo piano materiale dell'esistenza sulla terra, dove crescerà e si trasformerà in un essere umano con un corpo, una mente e un cuore. Il corpo, la mente ed il cuore sono gli strumenti con cui sperimenterà la vita. Sapendo questo, coloro che stanno per diventare genitori, devono essere consapevoli che quel piccolo seme, dato dall'uomo alla donna, sviluppandosi nel suo grembo, viene ricevuto allo stesso tempo nei loro cuori uniti dove lo ameranno, facendo crescere colui che sta per diventare un essere umano e coltivandolo nel miglior modo possibile, finché non sia sufficientemente cresciuto fisicamente, mentalmente e spiritualmente da poter vivere ed educare se stesso indipendentemente da loro. 

È necessaria una preparazione per i due cuori dei genitori. Da dove si può iniziare? I futuri genitori devono essere in pace con i loro stessi genitori, in modo che le influenze ereditarie possano operare positivamente e i conflitti che possono essere esistiti nel passato vengano appianati o risolti completamente prima della nascita del bambino. Questo è molto importante per poter creare una bella relazione fra nonni, genitori e figli. Mentre i figli amano i loro genitori, una buona relazione con i loro nonni può essere come una delicata musica di saggezza. 

Continuiamo per un momento con la metafora con cui avevamo cominciato. I futuri genitori erano a loro volta dei semi piantati da Dio nel terreno dei cuori dei loro genitori. Sanno cosa vuol dire crescere fisicamente e mentalmente, fiorire e sognare, pensare e sentire, sanno cosa vuol dire essere educati dai loro genitori che facevano del loro meglio, ma spesso non sapevano come meglio fare, perché erano a loro volta il prodotto dei loro genitori, dell'ambiente culturale e delle condizioni della loro epoca. 

Meravigliose qualità sono state coltivate in alcune famiglie attraverso le generazioni e solide tradizioni sono state create. Conosciamo però anche degli esempi di condizioni estremamente negative non risolte e di un atteggiamento di cui i bambini hanno sofferto tremendamente e dove una cattiva tradizione è continuata per generazioni. 

Per esempio, se i genitori picchiano i loro figli, questi molto probabilmente picchieranno i loro figli e così via. Ciò può continuare ad accadere per una ragione, cioè a causa dell'amore innato dei figli per i loro genitori, un amore ancora immaturo e senza difesa. Questo amore puro verso i genitori che picchiano diventa infetto. In seguito, questi bambini pensano spesso che sia giusto che i bambini vengano picchiati per i loro errori. Hanno imparato che era "per il loro bene". Vedete l'infezione che continua senza mai guarire? Vedete come l'amore si infetta in continuazione a causa di un certo odio nascosto nel picchiare, e la paura che ne è il risultato? Come può un bambino amare Dio senza paura - Dio che è la sua origine - con una tale immagine del padre e della madre? In tal caso - ma anche nei casi meno estremi dove non si alzano le mani ma ci sono soltanto delle voci minacciose che dicono: tuo padre sarà arrabbiato, la gente ride alle tue spalle, avrai dei voti bassi, ti prendono in giro e così via - un bambino sarà capace di amare Dio ma allo stesso tempo avrà paura di Dio e mescolerà amore e paura. Quante volte questo succede anche oggi! L'amore mischiato con la paura è un pasticcio che crea delle tendenze indesiderabili come una bassa stima di sé a causa dell'insicurezza. L'amore, che è Divino semplicemente perché è una qualità innata, può esprimersi nell’armonia, nella fiducia, e nella bontà. Allora il risultato è la bellezza dei sentimenti, la bellezza della tolleranza e la bellezza dell'accettazione degli altri; allora non c'è paura e la stima di se stessi cresce. 

Veniamo ora alla nostra generazione. Molti di voi sono oggi genitori moderni. È possibile che abbiate superato la paura. Desiderate vivere le vostre vite in piena libertà, consapevolezza e responsabilità verso voi stessi e verso gli altri. Avete imparato dal passato e vi liberate da certi atteggiamenti culturali che non vi piacciono. 

Esiste una legge antica data all'umanità, che col tempo ha perso la sua forza e che dovremmo considerare di nuovo e cercare di rivivere con una comprensione nuova. Questa legge dice: "Onorerai tuo padre e tua madre". In termini Sufi possiamo interpretare queste parole in modo tale che possiamo essere d'accordo. Diciamo: "Cerca di amare tuo padre e tua madre in modo incondizionato"; anche se non sono i genitori migliori, anche se hanno commesso tanti errori, tuttavia hanno sempre amato te, il loro bambino, e ora amano il neonato, il nipote. Questo è già sufficiente per amarli in un modo incondizionato. L'amore incondizionato non è ostacolato dalle limitazioni umane delle altre persone. È l'amore naturale, ispirato dall'amore divino, che purifica il nostro cuore e la nostra mente dalle vecchie impressioni di tristezza, odio o disperazione per il comportamento ingiusto che fino ad ora potrebbe averci infastidito. 

Queste impressioni si possono superare pensando con amore, in modo giusto e con la realizzazione che l'anima di ogni individuo è divina e completamente pura, e che quasi nessuno si comporta secondo questa purezza, perché tutte queste impressioni sulla mente infastidiscono l'ego. L'amore incondizionato cura tutto questo. Dato che elimina le impressioni indesiderate, crea così uno spazio nel cuore per onorare un'altra persona e per essere consapevole del divino in questa persona. 

La contemplazione può essere di grande aiuto, per esempio ripetendo: "Non odio nessuno, non ho rancore per nessuno, tollero tutti, perdono tutti, amo Dio e tutta la sua creazione". Questa contemplazione aiuta a purificare la mente e il cuore e a lasciar scorrere l'amore liberamente, perdonando e in modo creativo. 

Durante la gravidanza si è coinvolti nella creazione divina. Fate quindi in modo che il fiume d'amore, venendo naturalmente attraverso di te, raggiunga il fiume d'amore dei tuoi genitori per il loro nipote. Il tuo bambino avrà bisogno di entrambi. 

Dopo aver purificato se stessi amando i loro genitori in modo incondizionato, i futuri genitori hanno preparato i loro cuori per l'amore che devono al loro bambino. Occorre un sacrificio naturale, capire che cosa è in realtà un bambino e comportarsi di conseguenza. Molti genitori sviluppano questa tendenza durante la gravidanza e al momento del miracolo della nascita. La loro buona volontà è grandissima, tutto ciò di cui hanno bisogno è la resistenza incoraggiata dalla conoscenza. 

L'anima di un infante che è come un raggio della coscienza onnipervasiva di Dio, viene sulla terra come una mente che è formata da impressioni delle sfere più elevate, dai mondi angelici e da quelli dei jinn, attraverso i quali l'anima viaggia lungo il suo percorso che parte da Dio e arriva sul piano terrestre. Ma questa mente non è ciò che noi chiamiamo la mente, è ancora vaga, è qualcosa che è simile a una lastra fotografica che non è mai stata esposta alle impressioni del mondo fisico che sono molto dense al confronto di quelle dei mondi più elevati; ma quella lastra fotografica ha già impressioni che provengono appunto dai mondi degli angeli e dei jinn. Ma sempre allo stato negativo, in senso fotografico, e così quando il bambino è nato, le impressioni di questo mondo, che sono molto dense, possono coprire quella lastra fotografica. E possono ricoprirla completamente e perfino mettere radici nell'anima, quindi cancellare da essa tutte le impressioni che aveva ricevuto in precedenza. 

Ed è per questo che Hazrat Inayat Khan dice che nessun attività di natura grossolana sul bambino dovrebbe essere fatta dopo la nascita e nessuna impressione indesiderabile dovrebbe essere data al bambino, perché la transizione dal cielo alla terra dovrebbe avvenire molto gradualmente, e quindi qualsiasi manipolazione in ospedale al momento della nascita e subito dopo andrebbe ridotta al minimo possibile perché spaventa il bimbo; perché il neonato evidentemente non si è ancora costruito un meccanismo di difesa, ed assorbe tutto completamente in modo aperto. 

Quindi solo sentimenti d'amore, d'armonia e di bellezza e grande gentilezza dovrebbe circondare il bambino. E questo è molto importante perché le primissime impressioni della sua vita sulla terra rimangono solide e concrete. Nulla le può cancellare perché l'infanzia è il periodo nel quale l'anima diventa positiva (sempre in senso fotografico). Per cui è meglio che sia una persona ad educare il bambino, preferibilmente la madre, ma oggigiorno i padri aiutano e questo è uno sviluppo molto positivo se lo confrontiamo con il passato. Così adesso è più che mai necessario che i cuori dei genitori siano molto uniti, amorevoli e teneri ed anche in grado di perdonare, perché è da questo amore che proviene l'amicizia che dovrebbe instaurarsi con il bimbo. 

È anche molto importante che il potere mentale del bambino, cioè la sua forza di volontà, non venga ridotto e tuttavia il bambino deve essere controllato. L'educazione inizia subito dopo la nascita. 

Nel primo anno ci deve essere disciplina, disciplina con gentilezza, mitigata dalla gentilezza. Ad esempio, un giocattolo adeguato andrebbe dato più volte, ripetutamente, e quando cade ridateglielo con pazienza; il giocattolo dovrebbe essere interessante e armonioso, avere un significato, in modo che il concentrarsi su di esso sia gradevole. Non dategli molti giocattoli in una volta sola perché questo non fa altro che confondere la sua mente. Non dategli degli animali, - anche se tutti vengono e regalano questi animali di peluche così soffici; è sempre la prima cosa che si tende a dare, ma non è bene perché dà impressioni del mondo animale. Il mondo animale è bellissimo, ma il bambino è un essere umano e dovrebbe sviluppare per prima questa umanità: la coscienza di essere umano andrebbe sviluppata in primo luogo, l'amore per gli animali può venire dopo. A volte gli adulti hanno ancora degli orsacchiotti in macchina e magari sulla scrivania, sul letto, un po' dappertutto, invece di immagini per esempio degli angeli. Un essere umano è un angelo adulto, ed è bene che si ricordi del cielo da dove è venuto. 

L'equilibrio è una cosa necessaria 

Un ritmo eccitato, quando il bimbo piange, deve essere riportato alla normalità tramite il canto gentile, - la voce della madre o del padre dà conforto -, battere piano le mani oppure produrre ritmicamente un suono che piaccia al bimbo. Non lasciatelo piangere troppo a lungo, non lasciatelo solo. Spesso le madri dicono: " Il mio bimbo si addormenta piangendo", che secondo me non è il modo giusto di far cessare il pianto. Significa solitudine e disperazione Si addormenta pieno di disperazione. La presenza calmante della madre mi sembra più positiva, più amorevole. Piangere un po' è normale perché il bambino è un esiliato del cielo e dovrebbe essere in grado di esprimere questo sentimento. È naturale che pianga a causa della densità di questo piano terreno in paragone al cielo. 

Si potrebbe chiedere: ma allora, perché l'anima viene sulla terra? Perché il suo desiderio è di manifestare se stessa. È un inviato di Dio e Dio le ha dato questo desiderio. Allo stesso tempo, venendo sulla terra perde il paradiso e ciò provoca un grande dolore. È per questo che un bambino piange. Piangere troppo fa male ai nervi e perciò la madre deve calmare. 

In un neonato che viene allattato dalla madre, vengono formate le qualità del cuore. Amore e amicizia si formano con l'allattamento al seno e con il contatto fisico con la madre. Quando il bambino è in braccio nella madre ritornano le sensazioni del cielo angelico dimenticate da tanto tempo con lo sviluppo maturo, e lei a sua volta le risveglia nel neonato nel quale sono latenti. La teoria antica di allattare per otto mesi era meravigliosa, non soltanto dal punto di vista di un miglior nutrimento, ma anche dal punto di vista psicologico. La generosità viene creata durante questo periodo: partecipare, gioire, sentire le braccia intorno a sé, tutto questo dà sicurezza, un senso di unicità da cui viene creata la generosità. Questa unicità è un sentimento buono, è un sentimento di ricchezza, il neonato sente che possiede tutto, tutto appartiene a lui…e a Dio con il Quale è ancora connesso. Da questa unicità si sviluppa facilmente la generosità, nel momento in cui arriva la coscienza della dualità (due bambini insieme), si genera l'essere possessivi. Quindi per insegnare la generosità, si deve sostenere l'idea dell’unicità, per esempio l'unicità in relazione al padre, alla madre, alla sorellina ed al fratellino. Però senza forzarla, lasciando che dietro ci sia l'amore: l'amore è creato tramite l'unicità (mio fratellino ed io apparteniamo l'uno all'altro). In momenti di rivalità l'unicità ha scambiato il suo posto con la dualità e la generosità se n’è andata. 

Invece di pensare che il bambino è cattivo, dategli più amore così che i suoi sentimenti di rivalità possano annegare in questo amore. Amore genera amore, ed è facile dare degli esempi d'amore: quando date un biscotto o una banana fate in modo che il bambino ve ne dia un pezzettino. Dimostrate appezzamento, è un gioco d'amore. Il bambino lo ripeterà con il fratellino o la sorellina e la rivalità di qualche momento prima sarà annegata nell'amore, nuovamente nell'unicità. 

Si dovrebbe insegnare il rilassamento. 

In un ambiente tranquillo, in una posizione comoda, fategli dolcemente delle carezze sul corpo per dare riposo al sistema nervoso. 

La regolarità in tutte le attività è rilassante. Più fini e più stabili sono i sentimenti della madre, meglio è per lo sviluppo di una gentilezza rilassata. 

È meglio non mettere un bambino piccolo in un asilo nido, per prima cosa perché la madre non c'è, ma, ed è ancora più importante, a causa del fatto che il contatto con tanti bambini lo annoia. Tornerò su questo punto. 

Il bambino può rilassarsi mettendosi le dita in bocca e questo dà senso di autosufficienza, di potere. Un oggetto di gomma o di plastica è indesiderabile perché è meccanico e rende il bambino dipendente da qualcosa di esteriore. Le dita o i pollici sono di sua proprietà e lo rendono indipendente. Dovrebbe trovare il rilassamento tramite i propri mezzi. La madre può stimolare tutto questo e l'idea più profonda sottointesa è: "Bada a te stesso con i tuoi mezzi". 

Tutti i diversi stadi come mettere i dentini, sedersi, mettersi in piedi, muoversi strisciando, camminare, parlare, corrispondono ai diversi stadi di sviluppo. 

Mettere i denti indica lo sviluppo della mente. C'è una corrispondenza fra mettere i denti e pensare: i denti prendono intenzionalmente piccoli pezzi di cibo e li masticano e pensare significa prendere intenzionalmente piccoli pezzi di pensieri e metterli al posto giusto. Allora la mente è veramente sulla terra. 

Prima della nascita, mentre l'anima era ancora in cielo - nel mondo dei jinn - la facoltà di ricevere impressioni non aveva ancora creato una mente definita con la facoltà di pensare chiaramente. Questa facoltà di ricevere impressioni si potrebbe paragonare alla morbidezza di un oggetto d’argilla prima che venga cotto nel forno. Dopo la nascita il neonato è ancora in contatto con il mondo dei jinn e con il cielo degli angeli, prima che la mente si sviluppi. Questo è bene. Quindi non preoccupatevi se i denti vengono tardi: il vostro bambino è ancora in contatto con il cielo e la mente potrebbe svilupparsi anche più profondamente! 

Muoversi strisciando significa iniziare la vita terrestre come un piccolo animale. 

Mettersi in piedi vuol dire sviluppare potere, coraggio, sopportazione, pazienza, perseveranza, diventare un essere umano. 

Parlare. La mente viene ora connessa sia con l'anima che con il corpo. La coordinazione tra il sentimento, il pensiero e l'esprimersi a parole tramite la coordinazione del respiro, della bocca e delle labbra, il tono e il ritmo, è un grande traguardo. Lasciate quindi venire le parole in modo naturale, non insegnatele ma lasciate che il bambino le scopra. Ha bisogno del vostro amorevole apprezzamento. 

Ora vorrei dire qualcosa sulle influenze nella vita di un neonato. Prima della nascita l'anima riceve delle influenze dalla sua origine divina, e dalle sfere angeliche e dei jinn. Alla nascita ci sono delle influenze planetarie e durante la vita sulla terra tante altre impressioni del mondo esteriore influenzano il cuore, la mente e il corpo, ed è così che si forma il destino. Ma l'essere umano ha ricevuto dalla sua origine divina un dono prezioso: la libera volontà. Tramite lo sviluppo della libera volontà in collegamento con la volontà divina l'uomo può diventare il maestro del suo destino, se soltanto prendesse in mano la sua vita e facesse le scelte giuste nella vita in armonia con lo Spirito Guida. Questo Spirito Guida, potete chiamarLo Dio, intuizione, ispirazione, insegna all'uomo a raccogliere sulla terra ciò che ha valore nel cielo: questo è il segreto della vita. Questo raccolto significa: le qualità del cuore d'amore, d'armonia e di bellezza, le qualità spirituali della sopportazione, della bontà e del perdono. 

È necessario che i genitori abbiano considerazione di questa verità. Ad esempio: per tutto il primo anno il bambino si trova ancora nella sfera angelica; non permettete che venga disturbato mentre è in questa condizione, è molto preziosa. 

Nel secondo anno molto spesso qualcosa nel carattere del bambino vuole emergere e piange molto. Può succedere che il bambino si comporti in modo che non piace ai genitori. È necessaria molta pazienza e rilassamento interiore da parte dei genitori. Nessuna tensione! I nervi di un bambino piccolo non devono diventare tesi a causa di grida di divieto dei genitori. Ripetendo espressioni d'amore e con la pazienza si vince sempre e con molto calore del corpo il bambino viene consolato. 

Nel terzo anno arriva una tendenza a distruggere le cose. Questa è una grande virtù! È Il desiderio dell'anima di conoscere il mistero della vita. Poiché ogni cosa ha un velo, il bambino è infastidito da questo velo e vuole sapere cosa c'è dietro rompendolo. È naturalmente difficile per i genitori trovare il modo di far smettere il bimbo di rompere tutto, ma si può fare tramite delle suggestioni, non con l'essere irritati, perché l’irritazione danneggerebbe il sistema nervoso del bambino. I centri nervosi di un bambino sono delicati e dobbiamo sempre ricordarci che sono i centri intuitivi (chakra). In seguito aiuteranno l'anima a percepire la conoscenza più elevata, e quindi ora è il momento di proteggerli. Con pazienza si può suggerire: "Non rompere le cose ma guardale e vedi che cosa significano". Più pazienza avete meglio è, perché la volontà del bambino diventerà allora cooperativa e forte. Non pensate mai che il vostro bambino abbia degli aspetti cattivi nel suo carattere, ma pensate sempre che è buono, in modo che diventi buono. Questo fa crescere la stima di sé. La suggestione, usata nel modo giusto, è un potere enorme. 

Un bambino può mostrare testardaggine e ostinazione: non bisogna mai rimproverarlo (ha un cattivo effetto), ma occorre richiamare ripetutamente la sua attenzione su qualcosa che gli toglierà quel pensiero ostinato. Così facendo lo portate in un ritmo giusto. Cercate di capire perché è ostinato. 

È importante sviluppare la sensibilità per la musica. La musica dovrebbe essere chiara e semplice (ciò che si chiama musica celeste) e non grossolana o complicata. La musica di buona qualità è un bene per l'anima. Nella mia esperienza personale ho usato la musica barocca: Bach, Vivaldi, Purcell ed altri. 

Vorrei concludere questi pensieri sull'infanzia ed i primi anni di età (dalla nascita fino ai tre anni). 

Proteggete il bambino dalla densità del mondo materiale (il piano terrestre dell'esistenza), lasciate che si sviluppi a suo tempo. Non forzate lo sviluppo. Non permettete che esista un muro di malinteso tra il padre, la madre ed il bambino, non lasciatelo andare a un nido (se possibile) dove viene messo insieme ad altri bambini che si trovano tutti in stadi diversi. Questo confronto lo allontana dal suo essere interiore e ne forza lo sviluppo. La differenza fra i bambini è molto più grande di quella fra gli adulti e tuttavia anche gli adulti ne soffrono, ma hanno più scelta e possono prendersi cura di sé. Non permettete che l'individualità dell'anima e lo sviluppo della personalità diventino ottusi abituando troppo presto i bambini alle condizioni sociali. Lasciate che l'amore e la gentilezza si risveglino a casa in una relazione armoniosa fra il bambino, i genitori e i nonni (se possibile), così che la profondità del cuore possa essere aperta e toccata. Allora col tempo, sarà aperto al divino.

La mente crea


La mente non è soltanto un’akasha che contiene tutto ciò che si impara e si sperimenta nella vita, ma tra i cinque diversi aspetti della mente, ciascuno che ha una sua funzione, c’è un aspetto che in particolare si potrebbe chiamare mente, che mostra il potere del Creatore. Tutti gli oggetti creati dall’abilità umana, tutte le condizioni determinate nella vita, favorevoli o sfavorevoli, sono tutti una creazione della mente umana – di una sola mente o di molte menti. I propri fallimenti nella vita, insieme all’impressione di limitazione che gli esseri umani hanno, fanno rimanere ignari del grande potere che è nascosto nella mente. 

La vita umana è il fenomeno della mente umana. La propria felicità e il proprio successo, dolori e fallimenti, sono per lo più determinati dalla propria mente, di cui gli esseri umani sanno così poco. Se questo segreto fosse conosciuto da tutti, nessuna persona al mondo sarebbe infelice; nessun’anima avrebbe avuto un fallimento, perché infelicità e fallimento sono entrambi innaturali. Naturale è tutto ciò che una persona vuole e desidera avere. Senza dubbio, prima si deve sapere cosa si vuole, e la domanda successiva è come ottenerlo. Le parole di Ralph Waldo Emerson confermano questa tesi: “Fa’ attenzione a quello che vuoi, perché lo otterrai”. 

Tutta la vita è un incessante imparare, e per chi impara realmente dalla vita, la conoscenza non è mai abbastanza. Più si impara, più c’è da imparare. I veggenti e i conoscitori della vita non lo sanno solo in teoria, ma è la loro esperienza di vita. 

C’è una storia raccontata tra gli Indù su un albero magico. Un uomo stava viaggiando nel sole cocente verso i boschi. Diventò così stanco che ebbe voglia di sedersi sotto l’ombra di un albero. Allora pensò: “Se ci fosse un piccolo materasso su cui sedermi, sarebbe meglio dei sassi”, e quando guardò, vide che il materasso era già lì. Allora pensò: “L’albero è così duro da sdraiarcisi contro”, e quando si voltò, vide che c’era già un cuscino. Allora pensò: “Questo materasso è molto rigido. Se avessi anche un cuscino su cui sedermi! Ora sono così stanco”, e il cuscino arrivò. Allora pensò: “Se avessi uno sciroppo rinfrescante da bere sarebbe meraviglioso”, e allora vide qualcuno che gli portava uno sciroppo. Era stupito e molto contento. Allora pensò: “Questo albero non è abbastanza. Sarebbe bello avere una casa”, e ci fu una bella casetta. Allora pensò: “Camminare nei boschi è molto stancante, perciò devo avere un carro”, e carro e cavalli furono lì. Era molto stupito e non riusciva a capire. Allora pensò: “Tutto questo è vero o è solo immaginazione?”. E allora tutto scomparve. Rimasero solo le dure pietre e l’albero sopra di lui. 

Questa è la storia della mente. La mente ha il potere di creare. Crea tutto, ma da cosa crea? Dal labirinto di maya, una sostanza soggetta al cambiamento, alla morte e alla distruzione. Tuttavia, il potere della mente è fuori dubbio. E questo ci insegna che quasi sempre i nostri fallimenti e la nostra infelicità sono causati più dalla nostra mente che dalla mente di un altro; e se sono causati dalla mente di un altro, allora la nostra mente non funziona bene. 

Allora vale la pena avere la conoscenza del potere della mente quando la concezione morale della vita è intesa meglio, quando si sa cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa è bene e cosa è male, e si giudica soltanto se stessi; e si vedono queste due cose opposte nella propria vita, persona e carattere. Perché una persona vede la follia di un altro e vuole giudicare un altro quando il senso di giustizia non è completamente sveglio. Gli esseri umani che avevano una personalità che ha portato conforto e guarigione ai loro simili erano quelli che usavano solo la facoltà della giustizia per giudicare se stessi, che cercavano di correggere se stessi dalle proprie follie e, essendo impegnati a correggere se stessi, difficilmente avevano il tempo nella loro vita per giudicare un altro. L’insegnamento di Cristo: “Non giudicate per non essere giudicati”, si dimostrerà sempre il più grande esempio da seguire. 

La mente è un guscio magico, un guscio in cui viene fatto un progetto dall’immaginazione; e la stessa immaginazione viene materializzata sulla superficie. Alle domande: perché allora non tutto ciò che pensiamo si avvera, perché tutto ciò che desideriamo non sempre si realizza, si potrebbe rispondere che con la nostra limitatezza seppelliamo, per così dire, il potere creativo divino nella nostra mente. La vita ci confonde così tanto che tra mille persone ce n’è a mala pena una che sa veramente cosa vuole; e forse tra un milione di persone ce n’è una che sa perché lo vuole. E ancora, tra milioni di persone, non ne troverete una con la conoscenza del perché si dovrebbe volerlo e perché non si dovrebbe volerlo. Nonostante tutto il potere della mente, si deve ricordare una cosa che il detto: “L’uomo propone, Dio dispone” si rivelerà sempre vero quando il desiderio umano si oppone alla volontà di Dio Onnipotente. Quindi, il sentiero dei santi nella vita è stato cercare, con rassegnazione, la volontà di Dio e, in questo modo, nuotare con la marea, in modo che, con la realizzazione del loro desiderio, lo scopo di Dio potesse essere compiuto. 

La mente ha cinque aspetti diversi. Questi aspetti sono distinti come o diversi settori della mente, che hanno il loro lavoro da fare. Il primo, il cuore, che sente e che contiene in sé i quattro altri aspetti della mente. Il secondo, la mente, che crea pensiero e immaginazione. Il terzo, la memoria. Il quarto, la volontà che trattiene il pensiero. E il quinto è l’ego, la concezione della mente che afferma “io”. 

Non c’è mente senza un corpo, perché il corpo è il veicolo della mente ed è anche formato dalla mente, non dalla stessa mente, ma da altre menti. Il bambino non eredita solo l’aspetto e i lineamenti dei suoi genitori e dei suoi antenati, ma la loro natura e il loro carattere, in altre parole, la loro mente, che plasma la sua mente e il suo corpo. La mente non è soltanto la creatrice del pensiero ma è un ricettacolo di tutto ciò che cade su di essa. La mente svolge una parte del suo lavoro come orecchie, come occhi, come bocca per il gusto, come narici per l’odorato, e come pelle per sentire il contatto. La mente risvegliata rende il corpo sensibile a tutte le diverse sensazioni. La mente che dorme rende il corpo sonnolento. Nello stesso tempo, la finezza del corpo ha la sua influenza nel rendere la mente più fine; e la densità del corpo rende la mente densa. Quindi, la mente e il corpo agiscono e reagiscono l’uno sull’altro. 

Quando c’è armonia tra la mente e il corpo, la salute è sicura e gli affari andranno bene. È la disarmonia tra mente e corpo che molto spesso causa malattia e fa andare male gli affari. Quando il corpo va a sud e la mente a nord, allora l’anima è separata; allora non c’è felicità. Il segreto del misticismo, quindi, è sentire, pensare, parlare e agire nello stesso momento; perché allora tutto ciò che viene detto, sentito o fatto diventa perfetto. 

Le diverse menti nel mondo possono essere paragonate a vari specchi, capaci di proiettare riflessi e soggetti a riflettere tutto ciò che cade su di loro. Nessuno per quanto grande in saggezza e potere può affermare di essere libero da influenze. È come lo specchio che dichiara: “Non rifletto tutto ciò che cade su di me”. La sola differenza tra il saggio e lo sciocco è che il saggio volta le spalle a quello che non si deve riflettere; lo sciocco non solo riflette il pensiero indesiderabile ma lo riconosce con molto orgoglio. 

La mente è creativa, e la mente è distruttiva. Ha entrambi i poteri. Nessun pensiero generato dalla mente, anche solo per un secondo, va perso. Un pensiero ha la sua nascita e la sua morte come un essere vivente, e la vita del pensiero è incomparabilmente più lunga di quella degli esseri viventi nel corpo fisico. Il rapporto del pensiero che è stato creato da una certa mente, con quella mente, è quello del figlio coi genitori. È per questo che gli esseri umani sono responsabili non solo delle loro azioni, ma anche dei loro pensieri. Le anime si spaventerebbero se avessero una vaga idea della registrazione dei pensieri che hanno creato, senza volerli creare, sotto l’influsso dei loro stati d’animo in continuo cambiamento. Il Profeta ha detto che questa vita nel mondo, che un tempo è stata così attraente, un giorno apparirà davanti a loro come un’orribile strega; voleranno via da essa e grideranno: “Pace, pace”. 

Non sarebbe un’esagerazione se si definisse la mente un mondo. È il mondo che si crea in cui si vivrà la propria vita nell’aldilà, come un ragno tesse la sua tela per vivere in essa. Quando una persona pensa a questo problema, quella persona incomincia a vedere il valore del sentiero spirituale, il sentiero in cui l’anima è addestrata a non essere posseduta dalla mente ma a possederla, a non diventare schiava della mente ma ad esserne padrona.


L’Alchimia della felicità


(Inghilterra, 1922) 

L’anima in Sanscrito, in termini Vedanta, è chiamata Atman, che significa felicità o beatitudine stessa; non è che la felicità appartenga all’anima, ma l’anima stessa è felicità. Oggi spesso confondiamo felicità con piacere. Il piacere è soltanto un’illusione di felicità, un’ombra di felicità, e in questa illusione l’uomo probabilmente passa l’intera vita, cercando il piacere, e non trovando mai soddisfazione. C’è un detto Indù che dice che l’uomo cerca il piacere e ottiene dolore. Ogni piacere che sembra felicità nella sua apparenza esteriore promette felicità, perché è l’ombra della felicità, ma proprio come l’ombra di una persona non è la persona e tuttavia rappresenta la forma della persona, così il piacere rappresenta la felicità ma in realtà non lo è. 

Secondo questa idea si scopre che raramente ci sono anime in questo mondo che sanno cosa sia la felicità; sono costantemente deluse di una cosa dopo l’altra, ma tale è la natura della vita nel mondo; è così ingannevole che se anche l’uomo restasse deluso mille volte prenderebbe ancora la stessa strada, perché non ne conosce un’altra. Più analizziamo la vita, più ci rendiamo conto di come raramente ci sia un’anima che possa sinceramente affermare: “Sono felice”. Quasi ogni anima, qualunque sia la sua posizione nella vita, dirà che è infelice in un modo o nell’altro; e se le chiedete perché, probabilmente dirà che è infelice in un modo o nell’altro, e se chiedete la ragione probabilmente dirà: “Non riesco ad arrivare alla posizione, al potere, alla proprietà, ai beni o al rango per cui ho lavorato per anni”. Forse brama i soldi e non capisce che i beni non danno soddisfazione; o forse afferma di avere dei nemici, o che coloro che ama non la amano; ci sono migliaia di scuse per l’infelicità che la mente razionale produrrà. 

Ma anche una sola di queste scuse è mai completamente corretta? Credete che se anche queste persone ottenessero i loro desideri sarebbero felici? Se possedessero tutto, queste cose sarebbero sufficienti? No, troverebbero ancora delle scuse per l’infelicità, e tutte queste scuse sono come coperture davanti agli occhi dell’uomo, perché dentro in profondità si trova il desiderio della vera felicità che nessuna di queste cose può dare. Chi è veramente felice è felice ovunque: in un palazzo o in una casetta di campagna, nella ricchezza o nella povertà, perché ha scoperto la fonte della felicità che è situata nel suo cuore; finché una persona non ha trovato questa fonte, nulla può darle una vera felicità. L’uomo che non conosce il segreto della felicità spesso sviluppa avidità. Vuole mille; e quando lo ottiene ancora non lo soddisfa, vuole milioni; e ancora non è soddisfatto; vuole sempre di più. Se gli offrite la vostra comprensione e il vostro servizio è ancora infelice; tutto ciò che possiede non è abbastanza, anche il vostro amore non lo aiuta, perché sta cercando nella direzione sbagliata, e la vita stessa diventa una tragedia. 

La felicità non può essere comprata o venduta, né potete darla a una persona che non la possiede. La felicità è nel vostro stesso essere, nel vostro sé, quel sé che è la cosa più preziosa nella vita. Tutte le religioni, tutti i sistemi filosofici, hanno in forme diverse insegnato all’uomo come trovarla tramite il sentiero religioso o la via mistica, e tutti i saggi hanno in una forma o nell’altra offerto un metodo con cui l’individuo può trovare quella felicità che l’anima sta cercando. 

Saggi e mistici hanno chiamato questo processo Alchimia. Le storie delle Mille e una Notte che simboleggiano questi concetti mistici, sono piene della credenza che esista una pietra filosofale che trasformerà i metalli in oro tramite un processo chimico. Senza dubbio questa idea simbolica ha illuso gli uomini sia in Oriente che in Occidente; molti hanno creduto che esista un processo con cui si può produrre l’oro. Ma non è questa l’idea dei saggi; la ricerca dell’oro è per coloro che sono ancora dei bambini. Per coloro che hanno la consapevolezza della realtà l’oro rappresenta la luce o l’ispirazione spirituale. L’oro rappresenta il colore della luce, e quindi una ricerca inconscia di luce ha fatto sì che l’uomo cercasse l’oro. Ma c’è una grande differenza tra l’oro vero e quello falso. È il desiderio dell’oro vero che porta l’uomo ad accumulare l’imitazione dell’oro, ignaro che l’oro vero è dentro di lui. Egli appaga il desiderio ardente della sua anima in questo modo, come un bambino si soddisfa giocando con le bambole. 

Ma un uomo non dipende dall’età per questa realizzazione. Una persona potrebbe aver raggiunto un’età avanzata e giocare ancora con le bambole; la sua anima potrebbe essere coinvolta nella ricerca di questa imitazione dell’oro; mentre un altro potrebbe incominciare durante la giovinezza a vedere la vita nel suo aspetto reale. Se si studiasse la natura transitoria della vita nel mondo, come sia mutevole, e il costante desiderio ardente di tutti di felicità, certamente si tenterebbe a tutti i costi, qualunque cosa sia accaduta, di trovare qualcosa su cui si possa fare affidamento. L'uomo posto nel bel mezzo di questo mondo che cambia continuamente tuttavia apprezza e ricerca la costanza da qualche parte, non sa che deve sviluppare la natura della costanza in se stesso; è nella natura dell'anima dare valore a ciò che è affidabile. Ma pensate, c'è qualcosa nel mondo su cui si possa fare affidamento, che sia al di sopra del cambiamento e della distruzione? Tutto ciò che nasce, tutto ciò che è stato creato deve un giorno fare i conti con la distruzione. Tutto ciò che ha un inizio ha anche una fine; e se c'è qualcosa su cui si può fare affidamento è nascosta nel cuore dell'uomo, ed è la scintilla divina, la vera pietra filosofale, il vero oro, che è l'essere più intimo dell'uomo. 

Una persona che segue una religione, e non è arrivata alla realizzazione della verità, che se ne fa della sua religione se non è felice? Religione non significa depressione e tristezza. Lo spirito della religione dovrebbe dare felicità. Dio è felice. È la perfezione d'amore, armonia e bellezza. Una persona religiosa deve essere più felice di chi non è religioso. Se una persona che professa una religione è sempre malinconica, la sua religione è disgraziata, la forma è stata mantenuta, ma si è perso lo spirito. Se lo studio della religione e del misticismo non porta a una vera gioia e a una vera felicità, potrebbe anche non esistere, perché non è d'aiuto a realizzare lo scopo della vita. Il mondo oggi è triste e sofferente in conseguenza di una guerra terribile; la religione che risponde alla richiesta della vita oggi è quel metodo di principi morali che rinvigorisce e dà vita alle anime, che illumina il cuore dell'uomo con la luce divina che è già là, non necessariamente con una forma esteriore, anche se per alcuni una forma è utile, ma la prima necessità è mostrare quella felicità che è il desiderio di ogni anima. 

Quanto alla questione di come questo metodo dell’alchimia sia praticato, l’intero processo è stato spiegato dagli alchimisti in modo simbolico. Affermano che l’oro è prodotto dal mercurio; la natura del mercurio è di essere in continuo movimento, ma con un procedimento particolare il mercurio prima viene fermato, e una volta fermato diventa argento; poi l’argento deve essere fuso, e l’essenza di un’erba viene versata sull’argento fuso, e allora l’argento fuso si trasforma in oro. Naturalmente questo metodo è presentato a grandi linee, ma c’è una spiegazione dettagliata dell’intero procedimento. Molte anime infantili hanno cercato di produrre l’oro fermando il mercurio e fondendo l’argento; hanno cercato di trovare l’erba; ma sono rimaste deluse, sarebbe stato meglio se avessero lavorato e guadagnato dei soldi. 

La vera interpretazione di questo processo è che il mercurio rappresenta la natura della mente sempre irrequieta. Questo lo si comprende soprattutto quando una persona cerca di concentrarsi; la mente è come un cavallo recalcitrante: quando lo si cavalca è più recalcitrante, quando è nella stalla è meno recalcitrante. Così è la natura della mente, diventa più inquieta quando desiderate controllarla; è come il mercurio, si muove continuamente. 

Quando con un metodo di concentrazione abbiamo dominato la mente, abbiamo fatto il primo passo nella realizzazione di un compito sacro. La preghiera è concentrazione, leggere è concentrazione, rimanere seduti, rilassarsi e riflettere su un unico argomento, sono tutte concentrazioni. Tutti gli artisti, i pensatori, e gli inventori hanno praticato la concentrazione in qualche forma; hanno dedicato la loro mente a una cosa sola, e focalizzandosi su un unico oggetto hanno sviluppato la facoltà della concentrazione; ma per placare la mente è necessario un metodo particolare, e viene insegnato dai mistici, proprio come un cantante viene istruito da un maestro di canto; il segreto deve essere appreso nella scienza del respiro. 

Il respiro è l’essenza della vita, il centro della vita, e la mente che è più difficile da dominare di un cavallo recalcitrante, può essere dominata con la conoscenza del metodo corretto di respirazione. Per questo, un’istruzione da un maestro è una necessità; dal momento in cui il culto mistico dell’Oriente è diventato conosciuto in Occidente, sono stati pubblicati dei libri, e un insegnamento che era ritenuto sacro come una religione è stato discusso con le parole che non possono mai veramente spiegare il mistero di quello che è il centro stesso dell’essere dell’uomo. La gente legge i libri e incomincia a giocare con il respiro, e spesso invece di riceverne un beneficio danneggia sia la mente che il corpo; ci sono anche quelli che fanno affari con l’insegnamento degli esercizi di respirazione per denaro, e degradano in tal modo una cosa sacra. La scienza del respiro è il mistero più grande che ci sia, e per migliaia di anni è stato custodito come una sacra responsabilità nelle scuole dei mistici. 

Quando la mente è perfettamente sotto controllo e non è più agitata, si può mantenere a volontà un pensiero finché si vuole. Questo è l’inizio di eventi straordinari; alcuni abusano di questi privilegi e, dissipando il potere così ottenuto, distruggono l’argento prima di trasformarlo in oro. L’argento deve essere scaldato prima che si possa fondere, e con che cosa? Con quel calore che è l’essenza divina nel cuore dell’uomo, che si manifesta come amore, tolleranza, comprensione, servizio, umiltà, altruismo, in un flusso che si solleva e ricade in migliaia di gocce, ognuna delle quali potrebbe essere chiamata virtù, provenendo tutte da quell’unico flusso nascosto nel cuore dell’uomo, l’elemento amore. Quando l’elemento amore arde nel cuore, le azioni, i movimenti, i toni della voce, l’espressione, tutto mostra che il cuore è caldo. Nel momento in cui questo accade l’uomo vive veramente; ha tolto i sigilli alla fonte della felicità che vince tutto ciò che è discordante e disarmonico; e la fonte si è affermata come un flusso divino. 

Dopo che il cuore è stato scaldato dall’elemento divino, che è amore, lo stadio successivo è l’erba, che è l’amore per Dio; ma l’amore per Dio soltanto non basta; è necessaria anche la conoscenza di Dio. È l’assenza di conoscenza di Dio che induce un uomo a lasciare la sua religione, perché c’è un limite alla pazienza dell’uomo. La conoscenza di Dio rafforza la fede dell’uomo in Dio, gettando luce sull’individuo e sulla vita. Le cose diventano chiare; ogni foglia su un albero diventa una pagina di un libro sacro per chi ha gli occhi aperti alla conoscenza di Dio. Quando il succo dell’erba dell’amore divino viene versato sul cuore, scaldato dall’amore dei suoi simili, allora quel cuore diventa un cuore d’oro, il cuore che esprime quello che Dio esprimerebbe. L’uomo non ha visto Dio, ma allora l’uomo ha visto Dio nell’uomo, e quando questo accade, allora tutte le cose che provengono da un simile uomo in verità provengono da Dio Stesso.



LA CULTURA DELL’ANIMA (Metafisica IV)

Amati di Dio, 

il mio argomento questa sera è “La cultura del cuore”. Ci sono molte persone nel mondo che forse non credono che ci sia un’anima. Alcuni ritengono che possa esserci un’anima, altri credono che ci sia un’anima, ma non sanno che cosa sia. La vita dell’uomo può essere divisa in due aspetti. Un aspetto è la parte della sua vita che lui può comprendere, e l’altra la parte della sua vita che lui non conosce, che è l’anima. Gli occhi non possono vedere se stessi, ma poiché possono vedere tutte le altre cose sappiamo che abbiamo gli occhi per vedere. Così l’anima è il nostro vero sé, e l’anima che vede tutte le cose non può vedere se stessa, ma il fatto stesso che l’intero universo è riflesso in essa dimostrerà a un pensatore profondo che c’è un’anima. 

Senza dubbio le persone di diverse nazioni e i seguaci di diverse religioni immaginano e spiegano l’anima in modo diverso, e non c’è dubbio che per uno studente conoscere di più sull’anima con lo studio di diverse scritture e diversi libri è difficile, quasi impossibile. Quando qualcuno andò dal Profeta Maometto e gli chiese una spiegazione dell’anima, il profeta rispose: “L’anima è un’attività di Dio”. È così vero eppure non spiega nulla a una persona che vuole una spiegazione a parole. 

Tutte le cose che sono comprensibili le parole possono spiegarle, ma per l’anima che va oltre la comprensione umana, le parole sono troppo inadeguate a spiegarla pienamente. Ma alla domanda: “Come può allora una persona realizzare la sua anima?”, si può rispondere: “Con la cultura interiore”. 

Ci sono due modi di imparare. Imparare dall’interno, e imparare dall’esterno. Quello che impariamo dall’esterno è chiamato “erudizione” e quello che impariamo dall’interno “culto interiore”. Sovente la gente confonde intelletto con saggezza. Spesso la gente usa la parola ‘saggezza’ per ‘intelletto’ e ‘intelletto’ per ‘saggezza’. La gente confonde anche ‘intelligente’ con ‘saggio’ e ‘saggio’ con ‘intelligente’. In realtà il saggio può essere intelligente, ma l’intelligente mondano non è necessariamente saggio. Mentre la saggezza viene imparata dall’interno, la conoscenza intellettuale è acquisita dall’esterno. Dato che è necessario vivere nel mondo la conoscenza intellettuale deve essere acquisita, ma è ancor più necessaria per soddisfare il desiderio ardente della nostra anima, di raggiungere la conoscenza interiore che è chiamata saggezza. Come gli occhi senza il potere della vista sono ciechi, così senza illuminazione dell’anima la conoscenza intellettuale non è nient’altro che nebbia. 

Quando un’anima nasce sulla terra porta dal cielo la vista, che è la luce dell’anima, ma man mano che un bambino cresce nel mondo la sua intelligenza, coperta dalle impressioni che provengono dal mondo esterno, copre la luce, finché, invece di semplici tende i volumi di impressioni per così dire costruiscono un muro, che copre gli occhi dell’uomo dalla sua luce, la luce che l’uomo eredita come sua eredità divina. Nella Bibbia si dice: “Sollevate in alto la vostra luce, nessuno dovrebbe coprire la luce sotto un moggio”. 

L’essere esterno dell’uomo col tempo diventa come una tomba sulla luce che è dentro di lui, coprendo la sua luce e lasciandolo nell’oscurità. L’obiettivo dei cercatori della Verità è la ricerca di questa luce; la storia più famosa nelle ‘Mille e una Notte’, Aladdin, in cerca della lampada, è simbolica di questa idea. Ciò che occorre innanzitutto nella ricerca di questa luce è risvegliare la facoltà dell’amore che in genere diventa congelata a causa delle esperienze spiacevoli della vita. senza dubbio l’amore è divino, è una corrente divina; ma se una persona ha perso la sua pazienza prima di raggiungere questa corrente divina, che è nella profondità della terra, si ritrova nel fango, perché l’acqua è ancora più in profondità. La prima lezione dell’amore è l’altruismo, ed è il risveglio dell’amore nel cuore dell’uomo che è la rinascita, il vero inizio della sua vita. La storia di Aladdin dice che per prima cosa aveva amato la principessa, ed è stata lei che ha desiderato che le fosse portata la lanterna, che ha condotto lui sul sentiero della luce. 

È l’elemento amore che dovrebbe essere risvegliato invece di una ricerca intellettuale della Verità. Quante persone ci sono che stanno cercando la Verità nei libri! Lasciate che studino nelle biblioteche, ci sono molti più libri di quanti possano leggere in tutta la loro vita. Altri cercano prodigi, miracoli. Alcuni desiderano comunicare con gli spiriti, altri desiderano acquisire un qualche potere magnetico o magico per realizzare lo scopo della loro vita. Costoro non stanno cercando la Verità, stanno cercando le cose che spesso rendono l’uomo più egoista, più superstizioso, più confuso, più coperto e più stupido. 

Il solo desiderio che l’anima ha è di raggiungere le proprie profondità, di trovare la propria bellezza, le proprie ricchezze, la sua felicità e la sua pace. È come se l’anima avesse posseduto un dominio e questo dominio le fosse stato tolto. Nella storia di Aladdin si racconta che dopo aver iniziato il viaggio sul sentiero dell’amore, trovò un Derviscio seduto al bordo della strada, e Aladdin gli chiese gentilmente dov’era quella lanterna, è come poteva raggiungere il luogo. Questo spiega che la guida spirituale e il maestro, che nella lingua Indù è chiamato ‘Guru’, è necessario per procedere nella ricerca della luce. Nessuno in Oriente penserebbe neppure per un attimo di viaggiare sul sentiero spirituale senza una guida. 

Quante persone nel mondo Occidentale, lavorando da soli leggendo libri di Yoga Indù, hanno perso la loro strada e confuso la loro mente, perché c’è sempre il pericolo di perdere la propria mente quando una persona gioca con il grande culto senza la guida personale di un maestro. Anche per cantare l’insegnante di canto deve essere consultato; quando si è ammalati il consiglio del medico è necessario. L’uomo da solo non è autosufficiente, in ogni ambito della vita occorre una guida. Ma c’è un’altra importante fase che ha poco a che fare con il maestro, ed è la responsabilità del discepolo. Il maestro mostra la via, ma il discepolo deve viaggiare. Se il maestro mostra la via e il discepolo sta fermo, dopo mille anni è ancora lì dov’era, e non è colpa dell’insegnamento. 

Nel culto spirituale, sono necessarie anzitutto la fede e la fiducia, la fiducia è necessaria innanzitutto in se stessi e poi nella guida che mostra la strada. Poi sopraggiunge un periodo di nebbia in cui non si sa se i, treno sta andando avanti o indietro, ed è possibile che quando va indietro sembri che vada avanti, e quando va avanti sembri che vada indietro; ed è naturale che quando sta fermo si senta che sta andando, e quando sta andando potrebbe sembrare fermo. L’uomo troppo ansioso riguardo al suo progresso, perderà la sua battaglia, ma chi ha fiducia e spera, chi è saldo e costante, chi non è curioso ma serio, chi si addentra in esso con tutto il cuore, prima o poi vincerà la sua battaglia. 

Una volta che si è ottenuta la luce, una volta che si ha in mano la lanterna di Aladdin, allora il sentiero in questo mondo e nel prossimo è chiaro, un sentiero che è pieno di spine, pieno di buche, pieno di pericoli di ogni genere, un sentiero pieno di difficoltà per ricchi e poveri, forti e deboli, per l’assennato e gli sciocchi, quel sentiero allora diventa più facile, la forza viene da sé. La vita ad ogni passo sembra di più sotto il proprio controllo, e ad ogni tappa del viaggio arriva una nuova speranza, nuove esperienze, nuova vita, nuova forza, oltre che luce, bellezza, gioia e pace che sono, per così dire, il regno dell’anima dell’uomo.

La purezza della vita

La purezza della vita è il tema centrale di tutte le religioni che sono state date in tutte le epoche all’umanità, perché la purezza non è solo un’idea religiosa ma è il risultato della natura della vita stessa e la si vede in una forma o nell’altra in ogni creatura vivente. È la tendenza di tutti gli animali e gli uccelli a lavare il loro pelo e le loro piume e a trovare un luogo pulito in cui vivere o mettersi a sedere, ma negli esseri umani questa tendenza è ancora più pronunciata. Un uomo che non si è elevato al di sopra della vita materiale mostra questa facoltà nella pulizia fisica, ma dietro a questo si nasconde qualcos’altro, e questo è il segreto di tutta la creazione e la ragione per cui il mondo è stato creato. 

La purezza è il processo attraverso il quale il ritmo della vita si manifesta, il ritmo di quello spirito insito che ha operato in tutte le epoche nel minerale e nella pianta, nell’animale e nell’uomo, perché il suo sforzo attraverso tutte queste esperienze è quello di arrivare alla realizzazione dove si ritrova puro, puro in essenza, puro da tutto ciò che influisce sulla sua condizione originaria. L’intero processo di creazione e di sviluppo spirituale serve a dimostrare che lo spirito che è vita e che nella vita rappresenta il Divino si è avviluppato in innumerevoli pieghe, e in questo modo è, per così dire, disceso dal cielo sulla terra. 

Di questo processo si parla in termini occulti come involuzione e quello che segue è noto come evoluzione o togliere l’involucro dell’essenza divina dalle pieghe della materia che la ricoprono. Il senso di questo bisogno di liberare lo spirito da quello che lo ostruisce e lo lega è quello che è chiamato purezza, in qualunque momento della vita sia sentito. È in questo senso che potremmo intendere il detto: “La pulizia è a un passo dalla devozione”. Nella lingua Araba la parola per purezza è saf dalla cui radice deriva il nome Sufi. Alcuni degli antichi Ordini Sufi erano chiamati i Fratelli, o i Cavalieri della Purezza, e questo non allude alla purezza fisica ma all’evolversi dello spirito verso la sua condizione originaria: l’essere puro del metafisico o la pura ragione del filosofo. La parola sophia o saggezza pura ha la stessa derivazione. 

Nell’uso comune della parola puro ritroviamo lo stesso significato. Ad esempio, quando parliamo di acqua pura o di latte puro, intendiamo esprimere l’idea che la sostanza originale non è mischiata con nessun elemento estraneo. Quindi una vita pura è il termine usato per esprimere lo sforzo da parte dell’uomo di mantenere il suo essere spirituale incontaminato dai falsi valori della vita mondana. È la costante ricerca del sé originario, il desiderio di raggiungerlo, e gli strumenti per recuperarlo, che solo può essere chiamato purezza della vita, ma il termine può essere applicato con lo stesso significato a qualsiasi parte della vita di un uomo. 

Quando viene usato per quello che si riferisce al corpo denota l’idea che quello che è estraneo al corpo non deve essere lì. Questo è il primo stadio della purezza. Quando di una persona si dice che è pura di mente, non significa che solo quello che è naturale per la mente rimane lì e tutto quello che non è naturale è stato eliminato? 

Questo porta alla domanda su cosa è naturale per la mente, e per dare una risposta non possiamo fare cosa migliore che prendere in esame la mente di un bambino piccolo. Cosa vi troviamo? Prima di tutto la fede, la tendenza naturale alla fiducia; poi l’amore, la tendenza naturale all’affabilità e all’affetto; poi la speranza, la naturale aspettativa di gioia e felicità. Nessun bambino è un non credente naturale. Se fosse così non potrebbe imparare nulla. Quello che sente e quello che gli viene detto viene accettato dalla mente che è pronta a credere, ad ammirare e ad aver fiducia. È l’esperienza della vita, la vita del mondo in cui regna l’egoismo, che rovina la bellezza della mente del bambino che per natura è un credente, un amico naturale pronto a sorridere ad ogni volto, un ammiratore naturale della bellezza pronto a vedere senza critiche e a ignorare tutto ciò che non lo attrae, un amante naturale che non sa odiare. 

Tale è la mente originale dell’uomo e tale è la sua condizione. Non è il peccato che è originale ma la purezza, l’originale purezza di Dio stesso. Ma dato che la mente cresce e viene nutrita dalla vita nel mondo, quello che non è naturale viene aggiunto ad essa e al momento queste aggiunte, quando arrivano, sembrano desiderabili, utili o belle. Creano un altro tipo di mente che a volte è chiamata ego o falso sé; rendono un uomo intelligente, istruito, brillante e molte altre cose. Ma al di sopra e al di là di tutto questo si trova l’uomo di cui si può dire che è puro di mente. 

Quando pensiamo a questo, sorge la domanda: “Se è così, allora è desiderabile far rimanere un bambino sempre bambino così non imparerà mai le cose che fanno parte della vita nel mondo?” Chiedere questo è chiedere: “Allora è desiderabile che lo Spirito rimanga sempre in cielo e non venga mai per niente sulla terra?” 

La risposta è che la vera esaltazione dello Spirito è nel fatto che sia venuto sulla terra e qui abbia realizzato la sua esistenza spirituale. Ed è questa la perfezione dello Spirito. Quindi tutto ciò che il mondo dà in materia di conoscenza, in materia di esperienza o di ragione, tutto ciò che l’esperienza personale di un uomo e quella degli altri insegna, tutto questo si impara dalla vita, dai suoi dolori e dalle sue delusioni, dalle sue gioie e dalle sue opportunità, tutte queste esperienze contraddittorie ci aiutano a diventare più pieni d’amore e con una visione più ampia. Se un uomo è passato attraverso tutte le esperienze e ha mantenuto alto il suo spirito e non ha permesso che fosse macchiato, allora di quest’uomo si può dire che sia puro di mente. La persona che può essere chiamata pura perché non ha avuto nessuna conoscenza né del bene né del male in realtà è soltanto un sempliciotto. Attraversare tutto ciò che porta via la purezza originale, e tuttavia elevarsi al di sopra di tutto ciò che cerca di travolgere e trascinare in basso, questo è spiritualità, la luce dello spirito tenuta alta e che arde chiara e pura. Questo è lo sforzo di tutta una vita, e chi non lo ha conosciuto, non ha conosciuto la vita. 

La prima purezza è la purezza del mondo fisico in cui un uomo deve obbedire alle leggi della pulizia e dell’igiene. Facendolo fa il primo passo verso la spiritualità. Il passo successivo è quello che generalmente viene chiamato purezza di vita, la purezza di vita che viene mostrata nell’atteggiamento sociale, morale e religioso di un uomo. I codici nazionali e religiosi sono spesso molto rigidi per quanto riguarda questo genere di purezza. A volte è meramente una purezza fatta dall’uomo in cui l’anima individuale deve aprirsi un varco per trovare la purezza di un piano superiore. 

C’è tuttavia un parametro di purezza interiore il cui principio è che qualsiasi cosa nella parola o nell’azione causi paura, porti confusione o dia una tendenza all’inganno, elimina quella piccola scintilla brillante nel cuore, la scintilla della verità che risplende soltanto quando la vita è naturale e pura. Un uomo potrebbe non essere sempre in grado di dire quando un’azione particolare è giusta rispetto alle circostanze o quando è sbagliata, ma può sempre ricordare questo principio psicologico e giudicare se l’azione o la parola lo privano di quella forza interiore, di quella pace e di quel benessere che sono la sua vita naturale. Nessun uomo può giudicare un altro; è il sé dell’uomo che deve essere il suo giudice. Quindi è inutile creare rigidi parametri di morale o di purezza sociale. La religione li ha creati, le scuole li hanno insegnati; tuttavia le prigioni sono piene di criminali e i giornali sono ogni giorno più eloquenti sulle colpe dell’umanità. Nessuna legge esteriore può fermare il crimine. È l’uomo stesso che deve comprendere ciò che è bene per lui e ciò che è male per lui. Deve essere in grado di discernere tra ciò che è veleno e ciò che è nettare. Deve conoscerlo, deve misurarlo, soppesarlo e giudicarlo, e questo può farlo solo comprendendo la psicologia di ciò che è naturale per lui e ciò che è innaturale. L’azione, il pensiero o la parola innaturali sono quelli che lo fanno sentire a disagio prima, durante e dopo essere avvenute, e il suo senso di disagio è la prova che in questo non è l’anima ad essere l’attore. L’anima è sempre alla ricerca di qualcosa che aprirà la strada alla sua espressione e le darà libertà e benessere in questa vita fisica. Tutta la vita in realtà tende verso la libertà, verso lo sviluppo di qualcosa che è soffocato dalla vita fisica, e questa libertà può essere ottenuta con la vera purezza di vita. 

Abbiamo visto cosa significa purificare la vita del corpo e della mente, ma c’è un’ulteriore purezza che è la purezza del cuore: il costante sforzo di mantenere il cuore puro da tutte le impressioni che provengono dall’esterno e sono estranee alla vera natura del cuore che è amore. Questo può essere fatto solo con una continua vigilanza sull’atteggiamento verso gli altri, sorvolando sui loro difetti, dimenticando i loro errori, non giudicando nessuno tranne se stessi, perché tutti i giudizi duri e il rancore verso gli altri sono come un veleno. Provarli è esattamente la stessa cosa che mettere un veleno nel sangue; il risultato sarà la malattia. Prima solo la malattia nella vita interiore, ma col tempo la malattia esplode nella vita fisica, ed è una malattia che non può essere curata. La pulizia esterna non ha molto effetto sulla pulizia interna, ma la sporcizia interna causa malattia sia all’interno che all’esterno. 

Poi, dopo che questo terzo stadio è stato raggiunto e il cuore è stato accordato da alti ideali, da buoni pensieri, da azioni rette, ne viene una purezza ancora maggiore in cui tutto ciò che viene visto e sentito, tutto ciò che viene toccato o ammirato, è percepito come Dio. In questo stadio, a nessun pensiero o sentimento si deve permettere di entrare nel cuore tranne che a Dio soltanto. Nell’immagine dell’artista questo cuore vede Dio; nel valore dell’artista, negli occhi dell’artista che osservano la natura, nella capacità dell’artista di riprodurre quello che osserva, tale cuore vede la perfezione di Dio. Quindi per lui Dio diventa tutto e tutto diventa Dio. Quando questa purezza è raggiunta l’uomo vive nella virtù; virtù non è qualcosa che lui esprime o sperimenta di tanto in tanto, la sua stessa vita è virtù. Ogni momento in cui Dio è assente dalla consapevolezza è considerato dal saggio un peccato, perché in quel momento la purezza del cuore è avvelenata. Ed è una mancanza di vita che è peccato, ed è la purezza di vita che è virtù. È di questa purezza che parlò Gesù Cristo quando disse: “Benedetti i puri di cuore perché vedranno Dio”.

Dalla limitazione alla perfezione


Ogni genere di aspirazione che un uomo ha nella vita, sia per una cosa materiale che per un obiettivo spirituale, mostra la sua inclinazione naturale ad andare dalla limitazione verso la perfezione. Qualunque cosa possa essere, ricchezza o rango, nome, benessere o piacere, è la sua limitazione che fa rimanere scontento l’uomo. Anche nell’apprendere, nello studiare, nel praticare, nell’acquisire, nell’ottenere vediamo che l’aspirazione dell’uomo è di andare dalla limitazione alla perfezione. Le scritture dicono che Dio solo è ricco e tutti gli altri poveri, e questo si può vedere nella vita di ogni giorno. Più grandi sono le ricchezze che un uomo ha più bisogno sente, ed è molto interessante scoprire, quando esaminiamo la vita di una persona povera, che è più contenta di quello che ha della persona ricca con la sua ricchezza. A volte vediamo anche che una persona povera è più generosa nel dare di una persona ricca nel separarsi dalla sua ricchezza. 

Possiamo anche vedere un'altra immagine della vita. Una persona che è istruita in minima parte pensa che ha imparato, che ha letto, e desidera mostrarlo. Una persona più istruita che ha veramente imparato incomincia a scoprire che ha imparato molto poco e che c’è tantissimo da imparare. C’è poi l’immagine del saggio e dello sciocco. Lo sciocco è pronto a insegnarvi senza pensarci un attimo, pronto a correggervi, pronto a giudicarvi, pronto a formarsi un’opinione su di voi. Il saggio, più è saggio più esita a formarsi un’opinione su di voi, a giudicarvi, a correggervi. Questo cosa significa? Significa che qualunque cosa un uomo possieda in minimo grado, pensa di avere qualcosa, e quando la possiede in massimo grado allora incomincia a sentire il bisogno, la mancanza di perfezione, di completamento. 

C’è una storia dei tempi antichi che narra che un sovrano era molto contento di esaudire il desiderio di un derviscio. Il desiderio del derviscio era di riempire la sua coppa di monete d’oro. Il sovrano pensò che questa fosse la cosa più facile da fare e non vedeva l’ora di avere la gioia di vedere la coppa piena. Ma era una coppa magica, e non si riempiva. Più denaro si versava in essa più vuota diventava. Il sovrano incominciò ad essere molto deluso e scoraggiato. Il derviscio disse: “Sovrano, se non potete riempire la coppa dovete solo dire ‘non posso’, e io riprenderò la mia coppa. Sono un derviscio, me ne andrò e penserò soltanto che non avete mantenuto la vostra parola”. Il sovrano nonostante ogni buona intenzione, nonostante tutta la sua generosità, e nonostante tutti i suoi tesori non riuscì a riempire la coppa. Chiese: “Derviscio, dimmi che segreto hai in questa coppa. Non mi sembra una coppa normale, in essa c’è qualche magia. Dimmi qual è il segreto”. Il derviscio rispose: “Sì, sovrano, in realtà l’avete scoperto. È vero, è una coppa magica. Ma è la coppa di ogni cuore, è il cuore dell’uomo che non è mai contento. Riempitelo di qualunque cosa potete, di ricchezza, di attenzione, di amore, di conoscenza, di tutto quello che c’è, non si riempirà mai. Non è fatto per essere riempito”. 

Non conoscendo il segreto della vita l’uomo continua ad andare alla ricerca di ogni oggetto o qualsiasi oggetto ha davanti a sé, incessantemente. Più ottiene più vuole, e la coppa del suo desiderio non è mai riempita. Il significato di ciò può essere inteso con lo studio dell’anima. L’appetito è soddisfatto dal cibo, ma c’è un altro appetito dietro ad esso che è l’appetito dell’anima e quello non è mai soddisfatto. È questo che sta dietro a tutti i diversi tipi di fame, a tutti i diversi tipi di sete. Dal momento che l’uomo non riesce a rintracciare questo appetito più profondo si sforza per tutta la vita di soddisfare questi appetiti esteriori che vengono soddisfatti e tuttavia rimane insoddisfatto. Se una persona cerca delle cose nel mondo oggettivo può continuare ad ottenere moltissima conoscenza su di esse e tuttavia alla conoscenza non c’è mai fine. Chi cerca il segreto del suono, chi cerca il mistero della luce, chi cerca il mistero della scienza, tutti loro cercano, cercano e cercano e non c’è mai fine a questa ricerca, non c’è mai soddisfazione. E una persona riflessiva si chiede se la soddisfazione si può trovare in qualche luogo, una soddisfazione che risponda, per così dire, alla speranza dell’anima. 

La risposta è, sì c’è una possibilità di soddisfazione, e questa possibilità è di arrivare a quella perfezione che non dipende dalle cose esteriori, una perfezione che appartiene all’essere stesso dell’uomo. Questa soddisfazione non si raggiunge, questa soddisfazione si scopre. Ed è nella scoperta di questa soddisfazione che si trova il compimento dello scopo della vita. 

Ora si presenta la domanda: come si arriva a questa perfezione? La religione, la filosofia, il misticismo, saranno tutti d’aiuto, ma è con l’effettiva realizzazione di questa conoscenza che una persona arriverà a questa soddisfazione. 

La vita può essere rappresentata come una linea con due estremità. Un’estremità è la limitazione e l’altra estremità della stessa linea è la perfezione. Finché una persona guarda l’estremità che è l’estremità della limitazione, per quanto sia buona, virtuosa, retta e pia, non è arrivata a quello che si può chiamare perfezione. Cosa tiene nascosta all’uomo questa perfezione, che appartiene alla sua vita, che è il suo stesso essere? Uno schermo messo davanti ad essa, e quello schermo è il suo sé. L’anima conscia della sua limitazione, del suo possesso con cui si identifica, dimentica il suo essere e diventa, per così dire, prigioniera nella sua limitazione. La religione o la fede in Dio, la venerazione, la filosofia o il misticismo, sono tutti d’aiuto a raggiungere questa perfezione. Ma se una persona non cerca la perfezione tramite queste cose, anch’esse saranno soltanto un’occupazione, un passatempo, e non porteranno l’uomo al risultato giusto. 

Si potrebbe chiedere: c’è una definizione di questa perfezione? Che genere di perfezione è? Può essere spiegata in qualche modo? La risposta è che è la perfezione stessa che può realizzare se stessa. Non può essere espressa a parole, non può essere spiegata. Se qualcuno pensa che la verità possa essere espressa a parole fa un grande errore. È proprio come mettere l’acqua del mare in una bottiglia e dire: “Ecco il mare”. Spesso la gente chiede: “Ma dov’è la verità? Cos’è la verità? Può spiegarlo?” 

Ma le parole non possono spiegarlo. Spesso ho pensato che sarebbe una buona cosa scrivere su un mattone la parola VERITÀ, darlo nelle mani di una persona e dire: “Tienilo stretto, ecco la verità”. 

C’è una differenza tra fatto e verità. Il fatto è un’ombra della verità. Il fatto è comprensibile, ma la verità è al di là della comprensione perché la verità è illimitata. La verità conosce se stessa e nient’altro può spiegarla. La piccola spiegazione che si può dare si trova nell’idea di espansione. C’è un uomo che fatica tutto il giorno per guadagnare i mezzi di sostentamento, per dare a se stesso un po’ di comodità, un po’ di piacere, e così la sua vita va avanti. C’è un altro uomo che ha una famiglia, che ha altri a cui pensare, che fatica per loro, che lavora per loro. A volte dimentica il suo piacere e il suo benessere per il piacere e il benessere di coloro che fanno affidamento su di lui. Difficilmente ha il tempo di pensare al suo benessere, di pensare al se stesso. Il suo piacere è il piacere di coloro che fanno affidamento su di lui, il suo benessere è nel loro benessere. E c’è un altro uomo che pensa di essere utile nella sua città, di migliorare le condizioni della sua città, di favorire l’istruzione della gente della sua città. È impegnato in questo e molto spesso si dimentica di se stesso nello sforzo di ottenere la felicità di coloro per cui lavora. Ci sono anche quelli che vivono per la loro nazione, che lavorano per la loro nazione, tutta la loro vita è dedicata a questo. Sono consapevoli soltanto della loro nazione, la loro consapevolezza è estesa e più ampia. C’è pochissima differenza tra la struttura fisica degli uomini, ma c’è una grande differenza tra l’espansione della consapevolezza degli uomini. C’è un uomo che sembra grande quanto sembra essere; c’è un altro che sembra grande quanto la sua famiglia; un altro che sembra grande quanto la sua città; un altro che sembra grande come la sua nazione. E ci sono uomini – credetemi- che sono grandi quanto il mondo. C’è un detto di un poeta Indostano: “Né il mare né la terra possono essere paragonati al cuore dell’uomo”. Se il cuore dell’uomo è grande, è più grande dell’universo. Quindi, se la perfezione può essere spiegata con qualche parola, se la perfezione può essere definita, è nell’espansione della consapevolezza dell’uomo. L’uomo che cerca di ottenere questa perfezione non ha bisogno di sapere o imparare cos’è l’egoismo o l’altruismo. L’altruismo viene da lui, diventa altruista. 

Negli ultimi anni l’umanità ha attraversato una grande catastrofe; tutte le nazioni ne hanno sofferto e vi hanno partecipato. Ogni individuo, ogni essere vivente sulla terra ne è stato toccato. Si potrebbe chiedere che cosa mancava. Mancava l’istruzione? Ci sono molte scuole e università. Mancava la religione? Ci sono tuttora molte chiese e esistono ancora nel mondo molte fedi diverse. Quello che manca è la comprensione del vero significato di religione. Quello che manca è la comprensione del vero significato dell’istruzione. 

Ora si presenta la domanda: coloro che hanno scoperto che questa perfezione viene raggiunta realizzando il sé interiore, come l’hanno raggiunta? Non è solo con quello che l’uomo chiama culto esteriore, ma con l’abnegazione del sé nel vero senso della parola. È andando nel silenzio dove si può dimenticare la limitatezza del sé, che si può entrare in contatto con la parte del proprio essere che è chiamata perfezione. E questo può essere meglio ottenuto da chi che ha realizzato il Significato della Vita.