Aforisma del giorno

E’ Dio che, attraverso la mano dell’uomo, concepisce ed esegue i Suoi progetti nella natura.

Bowl of Saki, 12 Agosto, Hazrat Inayat Khan.

VILADAT DAY


Come si possa essere meglio accordati al nostro Maestro, è una questione che viene posta spesso. 

Ovviamente c’è la via del cuore, ma perché il cuore risuoni interiormente, è d’aiuto innanzitutto rivolgersi alla Storia, che descrive eventi in immagini visualizzate, ricreando così nel proprio cuore, l’atmosfera che è stata sperimentata in origine. 

Quando ci si focalizza molto indietro nella biografia davvero insolita del nostro Maestro, si scoprono numerose tracce di una condizione Regale, oltre a una sintonizzazione Spirituale, come pure speciali talenti musicali nella vita degli Antenati di Murshid in India. 

Maulabakhsh, il Nonno del nostro Maestro, un grande Patriarca Spirituale e un famosissimo musicista del Palazzo Reale, era Indù di nascita, ma successivamente aderì al Sufismo. 

Maulabakhsh sposò Khatidja Bibi, una lontana antenata di Tipu il Sultano, il grande Re del Mysore, alleato di Napoleone, che divenne famoso per aver incoraggiato l’attività religiosa di tutte le Fedi, oltre che per le iniziative culturali, industriali e commerciali di cui fu promotore. 

Khatidja Bibi, la Madre del nostro Maestro, fu data in matrimonio al famoso Musicista Indiano, Rahmat Khan, discendente di un grande mistico chiamato Jumma Sha, e anche di numerosi storici musicisti e mistici. 

Quando ci riferiamo alla Storia del nostro Maestro, è comprensibile che i fatti si siano evoluti in modo da avere una corrispondenza con la situazione nell’ultimo secolo. Tuttavia, una delle cose più sorprendenti è che il nostro Maestro è stato in molti casi più moderno di quanto ci si sarebbe aspettato nel suo tempo. Ottenne con successo la patente di guida a Parigi nel 1922, e guidò una delle vecchie Ford, che gli fu regalata da Henry Ford stesso, in seguito a un prezioso suggerimento datogli dal nostro Maestro, in relazione alle procedure produttive aziendali, consigliando inoltre Henry Ford di creare strutture scolastiche, educative, e culturali da mettere a disposizione dei lavoratori delle fabbriche di Detroit, che immediatamente sperimentarono un’enorme crescita produttiva che ebbe sempre più successo. 

Il nostro Maestro fu anche uno dei primi turisti negli Stati Uniti a sperimentare un viaggio con uno dei primi piccoli aerei da turismo. Abbiamo una fotografia di questo evento storico. Queste sono solo alcune tra le tante storie insolite e un’altra storia che voglio raccontarvi ci offre un esempio molto prezioso della modestia e della democrazia naturale di un cuore sensibile. 

Un giorno, quando avevo sei anni, sentendo che mio Padre stava andando a Parigi, lo supplicai di portarmi con sé, dicendogli che sarei stato in grado di aiutarlo a orientarsi in città, perché lui non sapeva parlare francese, mentre io sì. 

Dopo averlo implorato molto, mio Padre acconsentì, e quando uscimmo dal cancello del giardino di Fazal Manzil, ci dovemmo fermare perché c’era un uomo che stava facendo uno scavo nella strada di fronte al cancello. Quando lo vide, mio Padre si tolse il suo copricapo Persiano, stese la sua mano con cordialità e strinse la mano all’operaio che rimase completamente sconvolto da questa esperienza profondamente toccante. 

Molti anni dopo, mentre camminavo sulla stessa strada, un uomo anziano si avvicinò a me e mi chiese dove fosse il Re che viveva in quella casa, indicando il cancello di Fazal Manzil. Risposi che il Re che lo aveva salutato molti anni prima, non era il Re di un palazzo; era il Re del cuore di centinaia di discepoli. L’anziano uomo allora confessò che non sapeva né leggere né scrivere, che non credeva in Dio e che non era mai andato in Chiesa, ma la luce brillante che aveva visto negli occhi di quel Re era da allora costantemente con lui, e lo aveva guidato per tutta la sua vita. 

Mentre ricordavamo l’evento accaduto di molti anni prima quando io ero un bimbo di sei anni e lui stava facendo uno scavo quel giorno di fronte al cancello quando mio Padre gentilmente lo aveva salutato, quest’uomo anziano scoppiò in lacrime, mentre ci abbracciavamo al ricordo di quel Re. Mantenemmo un contatto fino allo scoppio della guerra. 

Questo episodio è sempre stato per me una preziosa lezione e un ammonimento a ricordare le parole del nostro Maestro che disse: “Come possiamo sapere chi è spirituale, e chi non lo è. Forse il più umile tra voi tutti in questa sala è il più spirituale di tutti”. 

Oggi celebriamo la nascita del nostro maestro. È un giorno felice. In passato veniva celebrato a Suresnes con grande gioia durante la Summer School. Il Salone Sufi veniva ricoperto di fiori, soprattutto rose gialle, offerti da ognuno tra le centinaia di Sufi che arrivavano da paesi molto lontani per quell’evento annuale, sebbene allora non ci fossero aerei, e il treno ci mettesse 14 ore da Amsterdam a Parigi. Occorreva un visto belga e francese per attraversare il confine, e all’arrivo, si era ricoperti della polvere dei fumi del treno. Gli Americani viaggiavano con una nave che impiegava giorni e giorni da New York al Porto di Calais, e poi ancora un treno e vecchi tram da Parigi a Suresnes. Ma la scomodità del viaggio non era un sacrificio per loro. 

In quella giornata speciale, i Mureed sentivano con grande intensità la radianza spirituale del Maestro, e apprezzavano profondamente la paterna attenzione che veniva loro offerta, oltre all’incoraggiamento per il lavoro di diffusione del Messaggio che svolgevano nei loro vari paesi. 

I rappresentanti nazionali avevano il privilegio di salire sul palco e leggere i loro rapporti annuali riguardanti le attività Sufi nei loro Paesi. 

In cambio, il Maestro offriva gratitudine e benedizioni, che toccavano il loro cuore profondamente. 

Sono passati quasi cento anni, ma l’energia di quei giorni felici continua a irradiarsi, travolgendo tutti noi in questo Viladat, quando apriamo i nostri cuori alla Chiamata del nostro Maestro. 



Pir- o- Murshid Hidayat Inayat Khan 

5 Luglio 2015