Aforisma del giorno

Finché un uomo desidera intensamente ottenere un certo oggetto, non può andare oltre quell’oggetto.

Bowl of Saki, 26 Maggio, Hazrat Inayat Khan.

Equilibrio


Se guardiamo il mondo con gli occhi del veggente, vedremo che le persone che vengono chiamate sagge e le persone che vengono chiamate sciocche sono molto più simili le une alle altre di quanto comunemente si pensa che siano: a causa del loro stato non equilibrato le loro diverse occupazioni sono molto più simili tra loro di quanto sembri. La persona che vede il bene negli altri vedrà sempre più bene. La persona con una tendenza a cercare errori vedrà così tanti errori che alla fine persino il bene sembrerà male ai suoi occhi: gli occhi stessi sono cattivi.

C’è molta più probabilità che cada una persona che corre rispetto a una che cammina. L'attività stessa provoca una caduta; l’attività tende a crescere sempre più, e per questo si perde l’equilibrio. A volte una persona non ha equilibrio nel dire la verità. Dice: “Io dico la verità” indipendentemente dal fatto che sia armoniosa con ciò che la circonda, che la gente sia pronta a riceverla. Dice: “Io dico la verità, e voglio lottare con tutti perché dico la verità!” Quindi è molto importante che si impari la lezione del riposo. 

Quando parliamo siamo inclini a parlare sempre di più, e ci piace così tanto parlare che parliamo senza considerare se qualcuno vuole ascoltarci. Diciamo quello che non vogliamo veramente dire; poi pensiamo: “Perché ho insultato quella persona? Perché ho raccontato il mio segreto a qualcun altro?”

Saadi, il grande poeta Persiano, dice: “O intelligente, a che serve la tua intelligenza, se poi ti penti?” 

Qualsiasi cosa facciamo, buona o cattiva, aumenta in noi sempre di più. Se un giorno una persona pensa alla musica per cinque minuti, il giorno dopo quel pensiero continuerà per mezz'ora. Se un giorno pensa alla poesia per dieci minuti, il giorno dopo quel pensiero continuerà per un’ora. Se una persona ha un piccolo pensiero di rancore, inconsciamente il pensiero crescerà finché la sua mente sarà piena di rancore. Ogni peccato accade in questo modo. Zaratustra distingue tre tipi di peccato: il peccato di pensiero, il peccato di parola, e il peccato d’azione. Avere un pensiero di rancore, il pensiero del male, è come fare il male, e quando una persona commette un’azione cattiva allora il male è concreto. 

Abbiamo equilibrio di pensiero quando possiamo vedere le cose non solo dal nostro punto di vista, con le idee e i sentimenti in cui ci siamo formati, ma da tutti i lati. La persona unilaterale non ha equilibrio. 

Supponete di essere molto patriottici e di vedere tutto dal punto di vista del patriottismo, e di andare da un commerciante di ferramenta e di chiedergli di vendervi certe cose ad un certo prezzo. Ma il commerciante di ferramenta è un uomo povero e, neppure per uno scopo patriottico, può vendere le cose a quel prezzo. Dopo tutto è un commerciante di ferramenta e pensa al suo commercio; non si può pretendere che veda coi vostri occhi patriottici. Una persona pensa solo al patriottismo; un’altra dice: “Dio salvi il commercio”. Una terza persona che è un musicista dice: “Sono matti, pazzi! La musica è la sola cosa che conta”. Il poeta dice: “La poesia è la sola cosa importante al mondo”. Ognuno pensa soltanto a quello in cui è attivo. Una persona devota esagera la sua devozione così tanto che in lei non c’è altro che devozione, il che alla fine diventa ipocrisia. 

Si chiederà: “Cos’è l’equilibrio, e come possiamo raggiungerlo?”. Innanzitutto c’è l’equilibrio di attività e riposo, di sonno e veglia. Se una persona pensa che dormendo molto diventerà grande e perciò dorme molto, diventerà un mostro invece che un uomo, perché il corpo, che ci è stato dato per fare esperienza del mondo, non viene usato. Se non si dorme per nulla, in pochi giorni si avrà un esaurimento nervoso. Se si digiuna molto, sicuramente si diventerà molto eterei, si vedrà nell’altro mondo, negli altri piani; se una persona ha appreso la via dell’ispirazione, l’ispirazione arriverà. Ma questo corpo, questi sensi, si indeboliranno, e così non si sarà più in grado di fare esperienza del mondo, motivo per cui ci sono stati dati. L’eccesso è indesiderabile in ogni cosa, buona o cattiva che sia. 

Dormire e stare svegli, mangiare e digiunare, essere attivi e stare fermi, parlare e stare in silenzio, tutto questo deve avere equilibrio. Il Sufi insegna il controllo dell’attività del corpo, l’equilibrio del corpo, mettendosi in una posizione, in una postura con dei movimenti, il che include namaz, wazifa e zikar. Insegna l’equilibrio della mente con la concentrazione. Sedersi a casa e chiudere gli occhi non è concentrazione. Anche se gli occhi sono chiusi, i pensieri vanno avanti. Si deve scegliere il giusto oggetto per la concentrazione. 

Con la concentrazione e la meditazione una persona sperimenta l’estasi, la più grande felicità e beatitudine. Per questo è necessaria la guida del Murshid, altrimenti si perderà l’equilibrio. 

A un discepolo fu insegnata dal Profeta Maometto una pratica tramite la quale sperimentò l’estasi. Dopo alcuni giorni andò a portare frutta e fiori che offrì al Profeta, ringraziandolo moltissimo e dicendo: “La lezione che mi hai insegnato è stata di grandissimo valore per me; mi ha procurato una tale gioia. Le mie preghiere, che di solito duravano pochi minuti, ora durano tutto il giorno”. Il Profeta disse: “Sono felice che questa lezione ti sia piaciuta ma, per favore, da oggi abbandonala”.

Con il controllo del sé una persona sperimenta il piano più alto in cui tutti gli esseri sono uno solo. La guida del maestro, del Murshid, è necessaria; nessuno può fare questo da solo. E se qualcuno potesse, si interesserebbe così tanto a quello che sperimenta là, che si assenterebbe da questo mondo; ne risulterebbero distrazione, persino follia e molte altre conseguenze negative. 

L’estasi è la più grande felicità, la più grande beatitudine. Una persona pensa sempre: “Sono quello che vedo; questa piccola quantità di carne e sangue, ossa e pelle è l’io”. Grazie all’estasi la consapevolezza è liberata da questo corpo, da questo imprigionamento; fa esperienza della sua vera esistenza al di sopra di tutto il dolore, la sofferenza, e le preoccupazioni. Questa è la gioia più grande. Sperimentarla, e mantenere il controllo del corpo e dei sensi tramite i quali sperimentiamo tutta la vita di questo mondo, questo è avere equilibrio. Questo è lo stato più alto.