Aforisma del giorno

Credi in Dio con la fede di un bambino; perché la semplicità unita all’intelligenza è il segno dei Santi

Bowl of Saki, 27 Febbraio, Hazrat Inayat Khan.

L’Alchimia della felicità


(Inghilterra, 1922) 

L’anima in Sanscrito, in termini Vedanta, è chiamata Atman, che significa felicità o beatitudine stessa; non è che la felicità appartenga all’anima, ma l’anima stessa è felicità. Oggi spesso confondiamo felicità con piacere. Il piacere è soltanto un’illusione di felicità, un’ombra di felicità, e in questa illusione l’uomo probabilmente passa l’intera vita, cercando il piacere, e non trovando mai soddisfazione. C’è un detto Indù che dice che l’uomo cerca il piacere e ottiene dolore. Ogni piacere che sembra felicità nella sua apparenza esteriore promette felicità, perché è l’ombra della felicità, ma proprio come l’ombra di una persona non è la persona e tuttavia rappresenta la forma della persona, così il piacere rappresenta la felicità ma in realtà non lo è. 

Secondo questa idea si scopre che raramente ci sono anime in questo mondo che sanno cosa sia la felicità; sono costantemente deluse di una cosa dopo l’altra, ma tale è la natura della vita nel mondo; è così ingannevole che se anche l’uomo restasse deluso mille volte prenderebbe ancora la stessa strada, perché non ne conosce un’altra. Più analizziamo la vita, più ci rendiamo conto di come raramente ci sia un’anima che possa sinceramente affermare: “Sono felice”. Quasi ogni anima, qualunque sia la sua posizione nella vita, dirà che è infelice in un modo o nell’altro; e se le chiedete perché, probabilmente dirà che è infelice in un modo o nell’altro, e se chiedete la ragione probabilmente dirà: “Non riesco ad arrivare alla posizione, al potere, alla proprietà, ai beni o al rango per cui ho lavorato per anni”. Forse brama i soldi e non capisce che i beni non danno soddisfazione; o forse afferma di avere dei nemici, o che coloro che ama non la amano; ci sono migliaia di scuse per l’infelicità che la mente razionale produrrà. 

Ma anche una sola di queste scuse è mai completamente corretta? Credete che se anche queste persone ottenessero i loro desideri sarebbero felici? Se possedessero tutto, queste cose sarebbero sufficienti? No, troverebbero ancora delle scuse per l’infelicità, e tutte queste scuse sono come coperture davanti agli occhi dell’uomo, perché dentro in profondità si trova il desiderio della vera felicità che nessuna di queste cose può dare. Chi è veramente felice è felice ovunque: in un palazzo o in una casetta di campagna, nella ricchezza o nella povertà, perché ha scoperto la fonte della felicità che è situata nel suo cuore; finché una persona non ha trovato questa fonte, nulla può darle una vera felicità. L’uomo che non conosce il segreto della felicità spesso sviluppa avidità. Vuole mille; e quando lo ottiene ancora non lo soddisfa, vuole milioni; e ancora non è soddisfatto; vuole sempre di più. Se gli offrite la vostra comprensione e il vostro servizio è ancora infelice; tutto ciò che possiede non è abbastanza, anche il vostro amore non lo aiuta, perché sta cercando nella direzione sbagliata, e la vita stessa diventa una tragedia. 

La felicità non può essere comprata o venduta, né potete darla a una persona che non la possiede. La felicità è nel vostro stesso essere, nel vostro sé, quel sé che è la cosa più preziosa nella vita. Tutte le religioni, tutti i sistemi filosofici, hanno in forme diverse insegnato all’uomo come trovarla tramite il sentiero religioso o la via mistica, e tutti i saggi hanno in una forma o nell’altra offerto un metodo con cui l’individuo può trovare quella felicità che l’anima sta cercando. 

Saggi e mistici hanno chiamato questo processo Alchimia. Le storie delle Mille e una Notte che simboleggiano questi concetti mistici, sono piene della credenza che esista una pietra filosofale che trasformerà i metalli in oro tramite un processo chimico. Senza dubbio questa idea simbolica ha illuso gli uomini sia in Oriente che in Occidente; molti hanno creduto che esista un processo con cui si può produrre l’oro. Ma non è questa l’idea dei saggi; la ricerca dell’oro è per coloro che sono ancora dei bambini. Per coloro che hanno la consapevolezza della realtà l’oro rappresenta la luce o l’ispirazione spirituale. L’oro rappresenta il colore della luce, e quindi una ricerca inconscia di luce ha fatto sì che l’uomo cercasse l’oro. Ma c’è una grande differenza tra l’oro vero e quello falso. È il desiderio dell’oro vero che porta l’uomo ad accumulare l’imitazione dell’oro, ignaro che l’oro vero è dentro di lui. Egli appaga il desiderio ardente della sua anima in questo modo, come un bambino si soddisfa giocando con le bambole. 

Ma un uomo non dipende dall’età per questa realizzazione. Una persona potrebbe aver raggiunto un’età avanzata e giocare ancora con le bambole; la sua anima potrebbe essere coinvolta nella ricerca di questa imitazione dell’oro; mentre un altro potrebbe incominciare durante la giovinezza a vedere la vita nel suo aspetto reale. Se si studiasse la natura transitoria della vita nel mondo, come sia mutevole, e il costante desiderio ardente di tutti di felicità, certamente si tenterebbe a tutti i costi, qualunque cosa sia accaduta, di trovare qualcosa su cui si possa fare affidamento. L'uomo posto nel bel mezzo di questo mondo che cambia continuamente tuttavia apprezza e ricerca la costanza da qualche parte, non sa che deve sviluppare la natura della costanza in se stesso; è nella natura dell'anima dare valore a ciò che è affidabile. Ma pensate, c'è qualcosa nel mondo su cui si possa fare affidamento, che sia al di sopra del cambiamento e della distruzione? Tutto ciò che nasce, tutto ciò che è stato creato deve un giorno fare i conti con la distruzione. Tutto ciò che ha un inizio ha anche una fine; e se c'è qualcosa su cui si può fare affidamento è nascosta nel cuore dell'uomo, ed è la scintilla divina, la vera pietra filosofale, il vero oro, che è l'essere più intimo dell'uomo. 

Una persona che segue una religione, e non è arrivata alla realizzazione della verità, che se ne fa della sua religione se non è felice? Religione non significa depressione e tristezza. Lo spirito della religione dovrebbe dare felicità. Dio è felice. È la perfezione d'amore, armonia e bellezza. Una persona religiosa deve essere più felice di chi non è religioso. Se una persona che professa una religione è sempre malinconica, la sua religione è disgraziata, la forma è stata mantenuta, ma si è perso lo spirito. Se lo studio della religione e del misticismo non porta a una vera gioia e a una vera felicità, potrebbe anche non esistere, perché non è d'aiuto a realizzare lo scopo della vita. Il mondo oggi è triste e sofferente in conseguenza di una guerra terribile; la religione che risponde alla richiesta della vita oggi è quel metodo di principi morali che rinvigorisce e dà vita alle anime, che illumina il cuore dell'uomo con la luce divina che è già là, non necessariamente con una forma esteriore, anche se per alcuni una forma è utile, ma la prima necessità è mostrare quella felicità che è il desiderio di ogni anima. 

Quanto alla questione di come questo metodo dell’alchimia sia praticato, l’intero processo è stato spiegato dagli alchimisti in modo simbolico. Affermano che l’oro è prodotto dal mercurio; la natura del mercurio è di essere in continuo movimento, ma con un procedimento particolare il mercurio prima viene fermato, e una volta fermato diventa argento; poi l’argento deve essere fuso, e l’essenza di un’erba viene versata sull’argento fuso, e allora l’argento fuso si trasforma in oro. Naturalmente questo metodo è presentato a grandi linee, ma c’è una spiegazione dettagliata dell’intero procedimento. Molte anime infantili hanno cercato di produrre l’oro fermando il mercurio e fondendo l’argento; hanno cercato di trovare l’erba; ma sono rimaste deluse, sarebbe stato meglio se avessero lavorato e guadagnato dei soldi. 

La vera interpretazione di questo processo è che il mercurio rappresenta la natura della mente sempre irrequieta. Questo lo si comprende soprattutto quando una persona cerca di concentrarsi; la mente è come un cavallo recalcitrante: quando lo si cavalca è più recalcitrante, quando è nella stalla è meno recalcitrante. Così è la natura della mente, diventa più inquieta quando desiderate controllarla; è come il mercurio, si muove continuamente. 

Quando con un metodo di concentrazione abbiamo dominato la mente, abbiamo fatto il primo passo nella realizzazione di un compito sacro. La preghiera è concentrazione, leggere è concentrazione, rimanere seduti, rilassarsi e riflettere su un unico argomento, sono tutte concentrazioni. Tutti gli artisti, i pensatori, e gli inventori hanno praticato la concentrazione in qualche forma; hanno dedicato la loro mente a una cosa sola, e focalizzandosi su un unico oggetto hanno sviluppato la facoltà della concentrazione; ma per placare la mente è necessario un metodo particolare, e viene insegnato dai mistici, proprio come un cantante viene istruito da un maestro di canto; il segreto deve essere appreso nella scienza del respiro. 

Il respiro è l’essenza della vita, il centro della vita, e la mente che è più difficile da dominare di un cavallo recalcitrante, può essere dominata con la conoscenza del metodo corretto di respirazione. Per questo, un’istruzione da un maestro è una necessità; dal momento in cui il culto mistico dell’Oriente è diventato conosciuto in Occidente, sono stati pubblicati dei libri, e un insegnamento che era ritenuto sacro come una religione è stato discusso con le parole che non possono mai veramente spiegare il mistero di quello che è il centro stesso dell’essere dell’uomo. La gente legge i libri e incomincia a giocare con il respiro, e spesso invece di riceverne un beneficio danneggia sia la mente che il corpo; ci sono anche quelli che fanno affari con l’insegnamento degli esercizi di respirazione per denaro, e degradano in tal modo una cosa sacra. La scienza del respiro è il mistero più grande che ci sia, e per migliaia di anni è stato custodito come una sacra responsabilità nelle scuole dei mistici. 

Quando la mente è perfettamente sotto controllo e non è più agitata, si può mantenere a volontà un pensiero finché si vuole. Questo è l’inizio di eventi straordinari; alcuni abusano di questi privilegi e, dissipando il potere così ottenuto, distruggono l’argento prima di trasformarlo in oro. L’argento deve essere scaldato prima che si possa fondere, e con che cosa? Con quel calore che è l’essenza divina nel cuore dell’uomo, che si manifesta come amore, tolleranza, comprensione, servizio, umiltà, altruismo, in un flusso che si solleva e ricade in migliaia di gocce, ognuna delle quali potrebbe essere chiamata virtù, provenendo tutte da quell’unico flusso nascosto nel cuore dell’uomo, l’elemento amore. Quando l’elemento amore arde nel cuore, le azioni, i movimenti, i toni della voce, l’espressione, tutto mostra che il cuore è caldo. Nel momento in cui questo accade l’uomo vive veramente; ha tolto i sigilli alla fonte della felicità che vince tutto ciò che è discordante e disarmonico; e la fonte si è affermata come un flusso divino. 

Dopo che il cuore è stato scaldato dall’elemento divino, che è amore, lo stadio successivo è l’erba, che è l’amore per Dio; ma l’amore per Dio soltanto non basta; è necessaria anche la conoscenza di Dio. È l’assenza di conoscenza di Dio che induce un uomo a lasciare la sua religione, perché c’è un limite alla pazienza dell’uomo. La conoscenza di Dio rafforza la fede dell’uomo in Dio, gettando luce sull’individuo e sulla vita. Le cose diventano chiare; ogni foglia su un albero diventa una pagina di un libro sacro per chi ha gli occhi aperti alla conoscenza di Dio. Quando il succo dell’erba dell’amore divino viene versato sul cuore, scaldato dall’amore dei suoi simili, allora quel cuore diventa un cuore d’oro, il cuore che esprime quello che Dio esprimerebbe. L’uomo non ha visto Dio, ma allora l’uomo ha visto Dio nell’uomo, e quando questo accade, allora tutte le cose che provengono da un simile uomo in verità provengono da Dio Stesso.