Aforisma del giorno

Credi in Dio con la fede di un bambino; perché la semplicità unita all’intelligenza è il segno dei Santi

Bowl of Saki, 27 Febbraio, Hazrat Inayat Khan.

Reazione

Da Alchimia della Felicità

Ogni circostanza, favorevole o sfavorevole, in cui un uomo si trova, e ogni persona, gradevole o sgradevole, alla cui presenza si trova, lo induce a reagire. Da questa reazione dipendono la felicità di un uomo e il suo progresso spirituale. Se ha il controllo su questa reazione, significa che sta progredendo; se non ha controllo su di essa, dimostra che sta andando indietro. Se prendete due persone, una saggia e una sciocca, quella saggia reagisce più intensamente di quella sciocca; e ancora, una persona fine naturalmente reagisce più di una persona grossolana, una persona giusta più di una ingiusta, e una persona spirituale più di una persona materialista. E tuttavia è mancanza di padronanza quando non si ha alcun controllo sulle proprie reazioni. Una persona che è fine, spirituale, sensibile, saggia e giusta, ma che non ha alcun controllo sulle sue reazioni, è incompleta. E questo dimostra che anche diventare fini, giusti e spirituali non è sufficiente; perché tutte queste qualità, anche se rendono più fini e sensibili, tuttavia indeboliscono di fronte alle influenze disturbanti della folla; e quando le cose stanno così non si sarà perfetti.

L’equilibrio della vita si trova nell’essere fini come un filo e forti come un cavo d’acciaio. Se non si dimostrasse sopportazione e forza di resistere a tutte le influenze avverse e inquietanti in mezzo alle quali si deve sempre stare nella vita, si rivelerebbe sicuramente debolezza e mancanza di sviluppo. In primo luogo questa reazione produce nell’uomo una certa dose di vanità. Crede di essere migliore di chi lo disturba, sebbene non possa affermare con certezza di essere lui il più forte. Se siamo nati sulla terra, se siamo destinati a camminare sulla terra, non possiamo sognare il paradiso quando dobbiamo rimanere saldi in tutte le circostanze che la terra ci pone di fronte. Quando una persona progredisce verso la spiritualità deve tener presente che insieme al suo progresso spirituale deve rafforzare se stessa contro le influenze che creano disturbo. Altrimenti dovrebbe sapere che per quanto desideri fare progressi sarà tirata indietro contro la sua volontà dalle condizioni, dalle circostanze.

Ci sono quattro modi diversi in cui una persona reagisce: con l’azione, con la parola, col pensiero, col sentimento. Un’azione produce un determinato risultato, la parola produce un effetto, il pensiero produce un’atmosfera, il sentimento produce delle condizioni. Quindi nessun modo in cui una persona reagisce sarà senza effetto. Una reazione sarà percepita rapidamente o lentamente, ma deve essere percepita. Molto spesso una reazione non è gradita soltanto a stessi, ma anche agli altri. Una persona che risponde a un insulto insultando un altro è allo stesso livello; chi non risponde sta al di sopra di esso e in questo modo ci si può sollevare al di sopra delle cose contro cui si reagisce, se soltanto si sapesse come volare. Significa volare al di sopra delle cose invece di opporsi ad esse come fa una persona materiale. Come è possibile definirsi spirituali se non si riesce a volare? Questa è la prima condizione per essere spirituali.

L’intero meccanismo di questo mondo è azione e reazione, sia nel mondo oggettivo che nel mondo degli uomini. Soltanto, nell’uomo c’è la possibilità di sviluppare quello spirito che è chiamato spirito di padronanza, e questo spirito si sviluppa meglio cercando di ottenere il controllo sulle proprie reazioni. La vita ci offre abbondanti occasioni dalla mattina alla sera per esercitare questa lezione. Ad ogni mossa, and ogni azione che facciamo, siamo posti di fronte a qualcosa di gradevole o sgradevole, armonioso o disarmonico, situazione o persona che sia. Se reagiamo in modo automatico non siamo migliori di una macchina e non siamo diversi da migliaia e milioni di persone che si comportano così. Il solo modo di trovare in se stessi una traccia di quell’eredità divina che è la padronanza, è controllando le nostre reazioni contro di tutte le influenze. In teoria è semplice e facile; in pratica è la cosa più difficile che ci sia da padroneggiare. Ma se pensiamo alla sua utilità scopriremo che non c’è nulla al mondo che sia più necessario e più importante di questo sviluppo. Se c’è una forza da trovare nel mondo, questa forza è dentro noi stessi; e il fatto che siamo capaci di controllare le nostre reazioni ne è la prova. Il controllo preserva la dignità, conserva l’onore; è il controllo che sostiene il rispetto ed è lui che fa rimanere saggi gli uomini; pensarlo è facile, ma è difficile continuare ad essere una persona riflessiva.

Sovente la gente mi ha chiesto se esiste qualche esercizio, qualche studio, qualcosa che si possa fare per sviluppare forza di volontà; ed io ho risposto di sì, ci sono molti esercizi e molti modi, ma l’esercizio migliore e più semplice che si può fare senza che venga insegnato è avere le proprie reazioni sempre sotto controllo. Parole come: “ Non posso sopportare”, “ Non posso tollerare”, “Non posso soffrire”, “ Non posso aver pazienza”, per me significano tutte: “ Sono debole”. Parlando così ammettiamo soltanto con altre parole di essere deboli. E può esserci al mondo peggior nemico per noi della nostra debolezza? Anche se il mondo intero fosse nostro amico, quest’unico nemico, la nostra debolezza, basterebbe a distruggere la nostra vita; ma quando questo nemico viene sconfitto possiamo resistere contro tutti coloro che entrano in conflitto con noi.

Ora la questione è come ci si dovrebbe mettere al lavoro per questo sviluppo. Si deve anche prendere in considerazione la propria condizione fisica. Il sistema nervoso deve essere nella giusta condizione. E’ a causa del nervosismo che l’uomo va di male in peggio, e anche una brava persona con buone intenzioni potrebbe rivelarsi diversa; perché potrebbe avere buone intenzioni ma potrebbe non metterle in pratica perché i suoi nervi sono deboli. Ciò di cui ha bisogno è l’abitudine al silenzio, alla concentrazione, alla meditazione. Una persona che continua a parlare o a fare cose e non medita neppure per un attimo, che non si riposa, non può controllare il suo sistema nervoso e tenerlo in ordine. Se c’è qualcosa che può controllare il sistema nervoso è la giusta respirazione; e quando questa respirazione corretta viene fatta, insieme alla concentrazione del pensiero, allora il sistema nervoso viene notevolmente rafforzato. Inoltre ci sono molte cose che causano infelicità , e possono essere evitate mantenendo il sistema nervoso sotto controllo.

Se consideriamo la cosa da un punto di vista più elevato, questo si può fare rifiutando gli impulsi che a volte insorgono all’improvviso e che chiedono a gran voce una risposta. Ciò che viene chiamato rinuncia di sé in realtà è questo: controllare i propri pensieri, desideri , voglie e passioni. Ma questo non significa ritirarsi dalla vita nel mondo; significa soltanto controllarsi.

Non è mai troppo presto per cominciare il controllo, e non è mai troppo tardi per migliorarlo. Se questo tipo di educazione venisse impartito sin dall’infanzia, si potrebbero ottenere risultati meravigliosi. In India nei tempi antichi, anche se di questo ora si vede ben poco, i giovani erano allenati nell’Asana, un certo modo di stare seduti, di camminare, di stare in piedi; e con ciò raggiungevano innanzitutto il controllo sui loro muscoli e sui nervi. Avrebbe un immenso valore se l’educazione oggi adottasse sia lo studio del controllo delle reazioni che il suo utilizzo negli sport e nella ginnastica. Se un ragazzo dai dodici ai sedici anni potesse imparare a respirare liberamente, ritmicamente e abbastanza profondamente, questo da solo sarebbe già qualcosa.

Il controllo delle reazioni causerà sempre una certa dose di sofferenza, ma nello stesso tempo è con la sofferenza che si acquisirà il potere di elevarsi al di sopra di essa. Ma naturalmente se non viene capito in modo giusto si potrebbe mettere in pericolo se stessi. C’è un pericolo in entrambi i casi: da un lato c’è un pozzo, dall’altro c’è l’acqua. Potrebbe esserci una persona che avendo paura di ferirsi o di essere oppressa da qualcuno, reprime sempre i suoi pensieri e i suoi sentimenti; se li avesse espressi sarebbe diventata una persona molto cattiva, ma non essendo stata capace di esprimerli è stata distrutta. Quindi si dovrebbe sviluppare un proprio discernimento per analizzare la reazione, per comprenderla prima che venga espressa. Ci si dovrebbe sempre chiedere: “ Ciò che ora ho per le mani, non lo getterò via? Gettandolo via, farò qualcosa di sbagliato? Dove lo getterò? Mi cadrà in testa? Cosa ne sarà? Un uomo dovrebbe sapere ciò che ha in pugno. Se per evitare di rompere la testa a un’altra persona ha rotto la sua testa, anche così ha sbagliato.

Allora cosa dovrebbe fare? Dovrebbe innanzitutto ponderare e valutare gli impulsi che gli arrivano. Invece di buttar fuori automaticamente l’impulso dovrebbe dapprima ponderarlo, analizzarlo, valutarlo e usarlo nella maniera più vantaggiosa nella vita. Una pietra non viene usata solo per rompere la testa di un’altra persona o per rompere la propria testa, ma viene usata anche per costruire case. Usate ogni cosa dove sarà più utile, dove sarà di qualche vantaggio. Consideriamo tutte le cose come la passione, la rabbia, l’irritazione come molto negative, come un male; ma se questo male fosse tenuto sotto controllo potrebbe essere usato per un buon fine, perché è un potere, un’energia. In altre parole, il male, usato in modo giusto, diventa una virtù; e una virtù usata in modo sbagliato diventa un male. Ad esempio, quando una persona è in collera, o quando si sente davvero arrabbiata, se controlla questo pensiero e non lo esprime a parole, questo le da’ un grande potere. Diversamente, l’espressione ha una effetto negativo sui suoi nervi. Il controllo di ciò dà a questa persona una forza in più che rimarrà con lei. Una persona che ha rabbia e controllo è preferibile a una persona che non ha né l’una né l’altro.

Il controllo di sé toglie spontaneità? Il controllo di sé da’ una spontaneità più grande. Sviluppa il potere del pensiero; fa in modo che si pensi per prima cosa ad ogni impulso, che altrimenti si sarebbe manifestato automaticamente. In altre parole: trattenete la parola tra le labbra prima che cada fuori.

L’impulso, prima di essere controllato, è in se stesso un male , o è un bene? Quando si pensa all’origine di un impulso si va in una direzione di pensiero completamente diversa. Allora si deve pensare in quale direzione è rivolto; e anche alla direzione della mente, se è nella luce o nel buio. La mente a volte è illuminata, a volte è nel buio. In quel momento si dovrebbe pensare alla condizione della mente. A tal proposito c’è un'altra cosa da considerare: una persona potrebbe avere delle buone intenzioni e la sua mente potrebbe essere focalizzata su buone idee; poi un’altra persona con cattive intenzioni e idee sbagliate dice o fa qualcosa che automaticamente volge la mente della prima persona verso il male contro la sua stessa volontà. C’è una frase nella Bibbia: “ Non resistere al male”.

A volte il male arriverà come fuoco buttato da una persona nella mente di un’altra. Un fuoco allora si accende nella mente che ne era priva, e per reazione anch’essa esprime quel fuoco. Resistere al male è mandare fuoco in risposta al fuoco; in altre parole condividere il fuoco che viene da un altro. Ma non condividendolo si scaccia il fuoco  e il fuoco ricade sulla persona che lo ha gettato.