Aforisma del giorno

Credi in Dio con la fede di un bambino; perché la semplicità unita all’intelligenza è il segno dei Santi

Bowl of Saki, 27 Febbraio, Hazrat Inayat Khan.

Gatheka n. 6 L' Interdipendenza della Vita Interiore ed Esteriore (2)

E ora consideriamo l’argomento dal punto di vista spirituale. In India si racconta la storia della lanterna magica che Aladino vide. Ma che cos’è questa lanterna magica? Questa è una lanterna magica che è nascosta nel cuore di ogni anima. Soltanto temporaneamente la sua luce diventa coperta e tutta la tragedia della vita deriva da questa copertura della luce. Perché l’uomo cerca la felicità? Perché la felicità è il suo stesso essere. Non perché ama la felicità o vorrebbe essere felice , ma perché lui stesso è felicità. Quando si rende conto che la felicità è rinchiusa vuole andare a cercarla. Il suo solo sbaglio, e forse ogni uomo lo compie, è che questa felicità che può essere trovata dentro di sè, egli la cerca fuori.

Le parole più incisive che Gesù Cristo ha pronunciato sono: “ Io sono la verità e io sono la via.” Ora riflettiamo su questa frase, “io sono la verità, e io sono la via.” Essa indica che ci sono due cose: c’è la verità, che è una cosa, e c’è la via, che è un’altra cosa. Quando le persone confondono queste due cose allora diventano incerte e non riescono a trovare la strada. In primo luogo l’uomo usa sempre in modo sbagliato la parola “verità”. Perché chiama sempre un fatto “verità”, ma la verità è qualcosa che sradica completamente il fatto. Ma allora che cos’è un fatto? Un fatto è un’illusione di verità, ma un fatto non è la verità.

Ma adesso potreste chiedermi: “ Che cos’è la verità?”. E’ l’unica cosa che non potete esprimere a parole. Durante i miei viaggi molto spesso mi è stato chiesto: “ Parla della Verità, dicci qualcosa sulla Verità”. Quando ero molto incalzato dalla gente a volte ho pensato “ ah se potessi avere dei mattoni e potessi scriverci sopra ‘Verità’, e dire : ‘ Ora tenetevela stretta, perché questa è la Verità”. Perché se la Verità fosse una cosa così limitata che le parole umane potessero esprimerla, o potessero contenerla, allora non potrebbe essere verità. Quindi i Sufi hanno sempre chiamato la Verità con il termine Hakk, che in altre parole significa Dio Stesso. E’ questa la Verità che tutti noi cerchiamo. E la cosa più sorprendente che si può osservare nel mondo è che, per quanto una persona sia falsa, non vuole che un'altra persona la inganni, o che sia falsa con lei. Un uomo la cui professione può essere dire menzogne, può dire bugie da mattina a sera, ma non vuole che sua moglie menta quando lui torna a casa.

Ma ciò che facciamo è accontentarci e sentirci appagati dei fatti, supponendo che siano la verità. Ed è a causa di questo accontentarsi che in questo mondo esistono così tanti credo, così tante fedi e così tante credenze, e in lotta l’una contro l’altra. Ma niente può soddisfare il desiderio ardente della nostra Anima, che è incessantemente in cerca della Verità che nessuna parola può esprimere.

Ora veniamo all’altra parte: ‘ Io sono la via’. E’ una questione importante su cui riflettere. Chi vuole trovarla al primo passo, molto spesso sbaglia. Può trovarla ma non sempre è così. E’ davvero strano come l’uomo dedichi anni e anni allo studio della grammatica, della musica o della scienza, ma quando arriva alla verità allora pretende da voi una risposta immediata. E se fosse una mancanza di pazienza da parte sua, sarebbe giustificabile; ma spesso non è così; da’ una scarsa importanza alla Verità . Se è molto ansioso, se è molto impaziente, è possibile che possa arrivare alla Verità in un sol passo, perché ci sono tutte le ragioni di essere speranzoso.
Perché è difficile avere dell’oro, non è così difficile se si vuole veramente la Verità. Perche l’oro è qualcosa che è all’esterno, la verità è qualcosa che è dentro di noi . Ma quanto vaga l’uomo qua e là per tutta la sua vita in cerca di qualcosa che può essere trovato soltanto dentro di sé!

C’è soltanto una cosa da considerare: la Via. Perché c’è una via? Il motivo è questo: non è perché non ci sia già una via tracciata tra l’uomo e Dio. Tra l’uomo e Dio c’era una via, ma l’uomo è uscito di strada; quindi all’uomo la via viene mostrata da suo fratello maggiore. Per esempio se non ci fosse una via, sarebbe certamente ingiusto nei confronti degli uccelli, degli insetti e di tutte le creature che ci sia una felicità data soltanto all’uomo. Dio è la perfezione della giustizia, in Cui non si trova nessuna ingiustizia, ed Egli non ha escluso nessun’anima, per quanto piccola, da questa felicità.

E ora veniamo all’uomo, sembra che persino gli uccelli e gli animali abbiano il loro momento in cui si concentrano, in cui meditano sulla loro via, e offrono la loro preghiera a Dio. Non esiste creatura sulla terra, per quanto piccola che non mediti per un momento. Se la vista dell’uomo fosse acuta, vedrebbe anche nella montagna e negli alberi, stando seduto nei boschi solitari, stando nelle grotte in montagna, che tutti loro hanno le loro preghiere , che tutti hanno la loro sintonia con Dio. Perché i Grandi, le Anime che non trovano riposo e pace in mezzo al mondo, vanno in luoghi solitari? Allo scopo di respirare il respiro di pace, di calma che giunge loro nel cuore della natura incontaminata.

L’uomo che è il più intelligente di tutti, è il più smarrito e ha perso la strada, nonostante tutto il suo orgoglio, poiché ha creato un mondo artificiale come un miglioramento rispetto alla natura. Ma nel creare questo mondo artificiale ha perso la sua strada. E in questo mondo artificiale, che ha creato, come un paradiso, è felice? Non provoca sempre più ogni volta spargimenti di sangue, e ogni volta peggio di prima? Non è ingiusto verso i suoi simili? Non è infido verso i suoi simili? Un mondo che può dargli questa ebbrezza e può assorbire tutta la sua mente, il suo tempo e il suo impegno in questa ebbrezza, come può questo mondo dargli quella felicità che è il grande desiderio della sua anima?

E’ per questo, quindi, che di quando in quando la via è stata mostrata e sarà mostrata a chi per un momento solleva il capo da questo mondo e chiede che gli venga mostrata la via. E sebbene la via sembra essere molto lontana, tuttavia le distanze non sono paragonabili alle distanze di questa terra. Questa via è molto breve , è anche più breve di un pollice e può essere tanto lunga e tanto distante quanto migliaia di mondi come quello in cui siamo. Questa via si restringe e si allunga in base all’atteggiamento dell’anima. Quindi c’è una speranza , come Dio dice nella Scrittura: “ Se un uomo fa un passo verso di me io ne faccio cento verso di lui” .
Ma ci sono molte opinioni differenti su come debba essere migliorata la condizione del mondo, e alcuni pensano che il mondo si possa migliorare con una riforma religiosa, alcuni con una riforma dell’educazione, alcuni con una riforma sociale .
Ogni riforma fatta con l’idea di fare qualcosa di buono è meritevole. Ma la riforma più necessaria oggi è la riforma spirituale.

Oggi è giunta l’ora in cui si dovrebbe abbandonare la ristrettezza mentale e in cui è possibile elevarsi al di sopra delle differenze e distinzioni che dividono gli uomini. E’ questo elevarsi che eleverà i nostri simili. Perché il Signore non è contento quando alcuni Suoi figli sono considerati diversi. Perché nessun padre è contento di vedere alcuni suoi figli prediletti e altri rifiutati. Quello di cui abbiamo bisogno oggi è di educarci alla tolleranza reciproca.

Con riforma spirituale non intendo aspettarsi cose miracolose o parlare di problemi metafisici. Perché il problema che si deve risolvere si risolve da sé. Noi dobbiamo soltanto volerlo ed esso si risolve. Il problema che dobbiamo risolvere oggi è il problema della riconciliazione e della ricostruzione, che né i politici né gli uomini di stato sono stati in grado di risolvere ma che può essere risolto dal risveglio spirituale. La via della spiritualità è l’espansione del cuore, l’ampliamento del cuore. Per far spazio alla verità divina, si deve espandere il cuore ed è tramite l’espansione del cuore che la felicità divina sgorga. La vera spiritualità è l’elevarsi della consapevolezza a quel piano che è la dimora dell’Essere Divino.