Aforisma del giorno

Quando si loda la bellezza di Dio, la nostra anima si colma di beatitudine.

Bowl of Saki, 1 Aprile, Hazrat Inayat Khan.

Amore

vol.8 , Insegnamenti Sufi 

In realtà saggezza è amore e amore è saggezza, anche se in una persona può essere predominante la saggezza e in un altra l'amore. Una persona dura di cuore non è mai saggia, né la persona sciocca è veramente affettuosa; tuttavia entrambe queste qualità, amore e saggezza, sono distinte e separate, ed è possibile che una persona sia amorevole ma priva di saggezza. Può anche accadere che una persona saggia sia priva di amore in una certa misura; ma nessuno può essere saggio se l'amore è assente dal suo cuore, e nessuno sarà veramente amorevole se la saggezza non ha illuminato il suo cuore, perché l'amore viene dalla saggezza e la saggezza viene dall'amore. 

È molto difficile dire cos'è l'amore, e come si dovrebbe amare. È abbracciare le persone o rincorrerle e dire loro cose piacevoli? 

Non tutti trovano facile dimostrare il loro amore. Una persona forse ha un amore nascosto nel suo cuore, e l’amore di un’altra persona emerge nelle sue parole. L’amore di una persona cambia l’intera atmosfera, e quello di un’altra è come una scintilla nascosta in una pietra. Giudicare chi ha amore e chi non ce l’ha è molto difficile. Ad esempio c’è un amore che sembra provenire da un petardo, che grida a gran voce: “Sono l’amore”, ma si spegne ed è finito. C’è anche l’amore simile a una scintilla in un sasso; potrebbe non manifestarsi mai, e se afferrate il sasso al tatto sembra freddo, ma nello stesso tempo l’amore è lì, è affidabile e dura; quindi non si può mai giudicare. 

In Oriente si narra la storia molto conosciuta di un giovane di nome Hakim e di una principessa che era rinomata per la sua bellezza. C’erano molti che l’amavano e che volevano sposarla, ma lei aveva posto una condizione: chi le avesse portato una certa perla che lei desiderava molto possedere sarebbe stato accettato. C’era un innamorato di questa principessa che l’amava forse più di chiunque altro, ma non riusciva a trovare un modo di ottenere quella perla. Ora, il lavoro di Hakim nella vita consisteva nel girovagare di paese in paese facendo quello che poteva per coloro che avevano bisogno dei suoi servigi. Egli incontrò questo innamorato che era molto infelice; e Hakim lo consolò e disse: “Continua a cercare l’amore anche se è difficile, e ricorda che io andrò avanti finché non avrò portato pace al tuo cuore trovando per te la perla che stai cercando”. Hakim andò in cerca della perla, e la storia va avanti raccontando quali difficoltà affrontò per ottenerla. Alla fine la ottenne e la portò al palazzo, e allora la principessa fu così colpita da Hakim che dichiarò di volerlo come suo sposo. Ma Hakim le raccontò della promessa che aveva fatto al suo amico, che era il suo vero innamorato. Lui era l’amante di chi era nel bisogno. 

La spiegazione di questa storia è che la principessa rappresenta Dio, e la perla la conoscenza di Dio. E l’amante nella storia è un amante di Dio che, però, non vuole prendersi il disturbo che è necessario per ottenere la perla. Ma c’era qualcun altro disposto ad andare in profondità, anche se non era per sé ma per gli altri, per ottenere la conoscenza e donarla a loro. Quindi ci sono due tipi di lavoratori. Il primo tipo è quello che lavora per se stesso, ma a uno stadio più alto c’è quello il cui compito è lavorare per gli altri; egli porta nella vita degli altri la benedizione di cui hanno bisogno. 

Perché, ci si potrebbe chiedere, mentre l’amore si sviluppa, da ogni parte si presentano delle difficoltà? Questo accade perché prima di innamorarsi si era inconsciamente legati soltanto alla fonte; ma quando l’amore si è risvegliato sul piano fisico, si diventa legati a qualcuno sulla terra. 

È come Adamo ed Eva esiliati dal giardino dell’Eden. Questo naturalmente fa sì che tutte le influenze lavorino contro di noi; anche il trono di Dio è scosso dall’esplosione dell’amore, perché da un legame sincero sulla terra, che è molto potente, tutte le altre influenze sono automaticamente trascinate e spinte, causando così un tumulto nel mondo del cuore. L’anima dell’uomo è felicità; tuttavia l’uomo non è mai veramente felice poiché è occupato con il mondo delle afflizioni. Soltanto l’amore può avere a che fare con quella felicità di cui si parla nelle leggende, la felicità che è al di là di tutti i piaceri di questo mondo mortale. E coloro che vedono o sentono, consapevolmente o inconsapevolmente, la felicità provata dall’amante e dall’amato, naturalmente intenzionalmente o non intenzionalmente, si ribellano contro di essa. 

L’amore di Dio è ovunque nella natura; tuttavia vediamo distruzione, infelicità e disuguaglianza intorno a noi. È una differenza di punto focale. Se focalizziamo la nostra mente su tutto ciò che è buono e bello vedremo l’amore di Dio nonostante tutta la bruttezza che esiste nella natura e particolarmente nella natura umana. Così facendo su di essa stenderemo una copertura; e accumulando in noi tutto ciò che è bello saremo in grado di dare a qualunque cosa manchi di bellezza attingendo alla riserva nel nostro cuore. Ma se focalizziamo la nostra attenzione sulla bruttezza essa aumenterà in noi, e verrà un momento in cui non saremo in grado di vedere niente di buono da nessuna parte; ovunque guardiamo vedremo soltanto crudeltà, cattiveria, malvagità e bruttezza. Ci si potrebbe chiedere se focalizzando la nostra mente soltanto sulla bellezza, non si corra il pericolo di chiudere gli occhi alla bruttezza e alla sofferenza che altrimenti si potrebbe alleviare. La risposta è che per aiutare il povero si deve essere ricco, e per eliminare il male da una persona si deve avere molto più bene. Questa bontà deve essere guadagnata come si guadagna il denaro; e guadagnare significa in questo caso raccogliere bontà ovunque la troviamo. Quello che accade è che l’uomo viene turbato dall’abbondanza di bontà che vede; essendo lui stesso povero non può aggiungerne, e allora è attirato verso il male. Sebbene possa inconsapevolmente sviluppare nella sua natura un forte desiderio per la bontà che vede, questo non lo aiuta nella sua agitazione; il suo guardare il male aggiunge soltanto un’altra persona malvagia al totale. 

Chi ha gli occhi focalizzati sulla bellezza col tempo raggiungerà il bene; riceve le stesse impressioni ma il risultato è diverso. Inoltre, criticare, giudicare, guardare con disprezzo la cattiveria, non aiuta colui che ne ha bisogno. La persona che è disposta a sorvolare, perdonare, e tollerare pazientemente tutti gli svantaggi in cui potrebbe imbattersi, è quella che può aiutare. 

Si dovrebbe amare per amore dell’amore e non per essere contraccambiati. Quando si serve, si dovrebbe servire per la gioia di servire, e non per un riconoscimento o un apprezzamento in nessun modo o forma. All'inizio una persona simile potrebbe forse sembrare un perdente, ma alla fine sarà quella che guadagna, perché ha vissuto nel mondo pur mantenendosi al di sopra del mondo; il mondo non può toccarla. Tuttavia se si chiede se è possibile separare la gelosia dall’amore, è come chiedere se si può separare l'ombra dal corpo. Dove c'è amore umano c'è gelosia. 

Inoltre, la tendenza a dubitare, la tendenza ad angosciarsi, la tendenza ad aver paura, al sospetto, e alla confusione, da dove vengono? Vengono tutte dal pensiero di ottenere qualcosa in cambio, dall'ansia di sapere se qualcuno ci restituirà quello che gli abbiamo dato. È questo il pensiero che sta dietro. Quanto al dubbio, che cos'è il dubbio? Il dubbio che si addensa attorno all'anima è come una nuvola che passa davanti al sole, impedendo alla sua luce di splendere. Ma l'altruista ha una buona ragione per aver fiducia; egli guarda attraverso le nuvole e dice: "Che importa se non vengo contraccambiato, non mi preoccupa. So quello che faccio: offro un servizio; questa è tutta la soddisfazione che voglio. Non cerco nulla in cambio. Qui finisce il mio dovere". Costui è benedetto perché ha fatto una conquista; ha vinto la sua battaglia. È a causa della mancanza di conoscenza della giustizia divina che l'uomo dubita. Si chiede sempre se otterrà la porzione giusta o se un altro la otterrà, o se qualcuno avrà la meglio su di lui. Se solo si alzasse lo sguardo e si vedesse il Giudice perfetto, Dio stesso, la cui giustizia è talmente grande che alla fine ogni porzione è resa corretta ed equivalente! La diseguaglianza è solo una questione dell’inizio, non della fine. Se l'uomo vedesse la giustizia di Dio diventerebbe coraggioso, avrebbe fiducia, non si preoccuperebbe della ricompensa; perché se un uomo non restituirà qualcosa, Dio si occupa di restituire mille volte quello che è stato dato. A volte una persona non può dare l'amore che gli amici chiedono, e dimentica persino i suoi amici quando è assorto nel lavoro e nelle sue occupazioni. Ci si potrebbe chiedere se questa sia mancanza di carità. Ma la questione è, quale lavoro e quale occupazione? Ci sono tipi di lavoro e di occupazione di carattere elevato che richiedono tutta la nostra attenzione, e un simile lavoro esige sacrificio. E questo non è mancanza di carità, perché a tutti piace amare, ma se si riesce ad amare ed essere amati contemporaneamente, è meglio. 

Una persona che è in grado di aiutare gli altri non dovrebbe nascondersi ma fare di tutto per venire allo scoperto nel mondo. “Leva in alto la tua luce”, si dice; dovreste far uscire tutto ciò che avete dentro; e se le circostanze vi ostacolano, aprite un varco nelle circostanze! Questa è la forza della vita. Se c’è una forza che attirerà, è la forza del proprio amore. L’unica domanda è se c’è qualcosa che si ama più delle cose comuni della vita. E se c’è ci si deve sforzare per essa. 

L’amore può assumere molte forme, anche quella dell’indifferenza. Mi ricordo che una volta andai per conto di un parente, a casa di un medico, un medico Indiano che aveva un metodo molto antico di scrivere le sue ricette. Ognuna gli richiedeva pressappoco dieci minuti. Fui introdotto in una piccola stanza dove quindici o venti persone stavano già aspettando, e mi sedetti tra loro. Lui continuò a scrivere ricette a tutti quelli che arrivavano; e quando ebbe finito con quelli che erano arrivati prima di me, incominciò a scrivere ricette per quelli che erano arrivati dopo di me. Avevo pensato che il medico, in quanto amico di famiglia, avrebbe ricevuto me per primo, ma lui continuò fino a quando ebbe ricevuto tutti, ed io fui l’ultimo. Finalmente mi disse: “Ora dimmi cosa vuoi”. Glielo dissi e lui scrisse la ricetta senza nessuna fretta; e quando stavo per andarmene disse: “Spero che tu comprenda che non volevo riceverti mentre tutti gli altri pazienti erano ancora qua. Volevo riceverti con calma”. Stava facendomi un favore, e sebbene avesse messo alla prova la mia pazienza tuttavia era una specie maestosa di favore. Mi diede un buon esempio di amore sotto forma di indifferenza. 

Se qualcuno ama veramente una persona, finirà con l’amare tutti. Chi dice: “Amo questa persona, ma odio l’altra”, non sa ancora cos’è l’amore. Perché l’amore non è limitato; è divino e quindi illimitato. Aprendo l’elemento amore in se stessi, si apre in se stessi l’elemento divino; e quando la fontana dell’amore incomincia a scaturire nel cuore, allora la realizzazione divina scaturirà come una fontana. I grandi santi, che hanno amato anche le più piccole creature, sono arrivati alla realizzazione divina senza un grande studio o meditazione. Il loro amore li istruì. 

L’amore è divino sin dal suo inizio in ogni aspetto. Rumi dice: “Sia che ami una persona o che ami Dio, viaggiando sul sentiero dell’amore alla fine arriverai alla presenza del Sovrano dell’amore”. L’amore è un conquistatore che alla fine vincerà sempre. L’amore non conquisterà soltanto chi ama; il conquistatore dell’amore è il conquistatore del regno di Dio. Il potere dell’amore è penetrante; niente alla fine può resistergli. E donando amore e gentilezza non perderemo mai niente; l’amore è un elemento che non diminuisce mai, è un tesoro divino. Quando ci soffermiamo a considerare se una persona è degna o indegna, allora confiniamo il nostro amore dentro un canale; ma quando permettiamo a questo sentimento di fluire si svilupperà a poco a poco in una condizione di continuo fluire; allora pianificherà il suo destino senza alcuna intenzione da parte nostra.